«Cassa integrazione in calo anche nella Marca ma turismo e commercio sono ancora in crisi»

Il direttore regionale dell’Inps, Antonio Pone, aprirà la serata di oggi, dalle 20.30 all’auditorium del Pio X, dedicata al cambiamento demografico 

l’intervista

Oggi si apre il “cantiere welfare” di Partecipare il Presente, che si articola in quattro appuntamenti tra ottobre e novembre. Stasera alle 20.30, all’auditorium del collegio Pio X, nell’ambito della 35ª Settimana sociale dei cattolici trevigiani, si parlerà di cambiamento demografico, con il progressivo invecchiamento della popolazione e il suo impatto sul welfare. Ne parleranno la professoressa Agar Brugiavini, ordinario di Economia politica all’Università di Venezia, studiosa dei sistemi pensionistici ed economia dell’invecchiamento, e, in apertura, il direttore regionale dell’Inps del Veneto, Antonio Pone, che illustrerà l’andamento delle prestazioni assistenziali e previdenziali dell’Istituto nei due anni di Covid 19. «Usciamo da un periodo storico straordinario - commenta Pone - in cui abbiamo affrontato il più potente degli stress test che si potessero immaginare per il sistema di sicurezza sociale».
Si riferisce, tra le altre cose, all’impressionante mole di domande di cassa integrazione autorizzate negli ultimi 18 mesi?
«Gli importi erogati sono stati multipli di decine di volte rispetto all’anno precedente. Le domande di assegno ordinario di Fondo di solidarietà sono state 25-30 volte maggiori rispetto all’anno prima, per la Cig 10-15 volte in ogni singola sede provinciale. Ed è emerso che una serie di aree non erano coperte dal sistema. Il legislatore, quindi, ha creato delle coperture che non c’erano - i bonus e le indennità, il reddito di emergenza - o ripristinato strumenti abrogati come la cassa in deroga».
Nella nostra provincia quanta cassa integrazione abbiamo usato?
«La cassa integrazione ordinaria è passata, dal 2019 al 2020, da 2 milioni e 700 mila ore autorizzate a 57 milioni e 469 mila ore. La straordinaria passa da 757 mila ore a 3 milioni e 446 mila. La cig in deroga fa oltre 11 milioni di ore autorizzate, e prima non c’era. Complessivamente, passiamo da 3,4 milioni di ore autorizzate a 72 milioni e 483 mila ore».
E il 2021 come sta andando?
«Siamo sicuramente su livelli più bassi. Aprile aveva 29 milioni di ore autorizzate, maggio 14 milioni, giugno 8 milioni, luglio 11 milioni, agosto 6 milioni. Una situazione più bassa dei picchi legati al lockdown, ma c’è ancora un forte ricorso alla cig rispetto agli anni precedenti».
Come dobbiamo leggere questi numeri?
«La cig sta diventando selettiva. Nella prima fase riguardava tutti. Nella seconda fase, alcuni settori sono ripartiti e anzi hanno problemi di reperimento delle materie prime e di manodopera, ma ci sono ambiti in cui l’uscita sarà più lunga, turismo, ristorazione, i luoghi che hanno ancora delle restrizioni o riguardano la mobilità delle persone. Nemmeno il commercio è ripartito alla stessa velocità delle imprese manifatturiere, in particolare quelle edili. C’è comunque un sostegno forte da parte del governo».
Lo “stress test” è stato superato anche dall’Inps?
«Anche noi ci siamo trovati a non poter più lavorare dall’ufficio, a dover imparare un nuovo modo di lavorare lontano dai colleghi e dal contesto di riferimento. Dal punto di vista delle prestazioni, in Veneto siamo stati più veloci che in altri territori».
Però c’è chi ha lamentato ritardi nella ricezione degli aiuti.
«I ritardi sono imputabili a ritardi avvenuti altrove. Siamo stati la prima regione a terminare le autorizzazione per le cig in deroga all’inizio. Erano casse a pagamento diretto, liquidate direttamente dall’istituto ai cittadini. Con le aziende bisognava creare un flusso di comunicazione relativo a dati anche banali come la comunicazione dell’Iban per il bonifico. Tutto è andato a regime in pochissimo tempo. E sulla cig, ricordo che dall’inizio della sospensione l’azienda ha tempo fino alla fine del mese successivo per presentare la domanda: se la domanda non arriva, non è colpa dell’Inps. Erano tutte norme pensate per il mondo di prima. C’è stata una buona risposta da parte di tutti, il sistema ha reagito alla grande,c’è stata una forte coesione istituzionale». —




© RIPRODUZIONE RISERVATA

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

3 mesi a 1€, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Conegliano, code chilometriche alla Zoppas arena per i tamponi. Un caos

Insalata di gallina, radicchio, mandorle, melagrana e cipolla

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi