Il Supersonic fermo ai box Servono adeguamenti

SAN BIAGIO

Quando scatterà l’ora X della riapertura, qualcuno mancherà all’appello. È il caso del Supersonic di San Biagio, storico locale da ballo datato 1975: «Posso già annunciare che, per il momento, non riaprirà», esordisce Giuseppe Venerandi, fratello di Renzo, «il Comune, per poter ospitare concerti, ci ha chiesto, già lo scorso inverno, interventi di adeguamento. Interventi però onerosi, considerando il momento storico. Non ha senso investire, visto che il nostro settore è rimasto al palo per due anni e continua a navigare a vista. Così abbiamo deciso di mettere il Supersonic in stand-by». In altre parole, un pezzo di storia dell’intrattenimento della Marca continuerà a rimanere in silenzio. «Non è il momento giusto per sobbarcarsi costi extra», ribadisce Giuseppe Venerandi, che aprì il locale sulla Postumia 46 anni fa.


Nel mentre, al Diamantik di Gaiarine hanno imboccato un’altra strada: «Stiamo riconvertendo parte della struttura in centro fitness, per completare i lavori serviranno quattro-cinque anni», spiega Costantino Venerandi, fratello di Giuseppe e Renzo. Ma, al di là delle novità, una pista da ballo ci sarà sempre. «Stiamo pensando se riaprire fin da subito», rimarca il titolare, «valuteremo in base al limite di capienza, vogliamo capire se ha senso». Nelle prossime ore la palla passerà al governo. All’ordine del giorno l’ampliamento della capienza per stadi e teatri, ma sul tavolo dell’esecutivo dovrebbe approdare pure la questione-discoteche. —



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