Treviso sportiva ai vertici in Italia E ora è trascinata dalle super atlete

Settima secondo i parametri di partecipazione, risultati   ed eccellenza esaminati dal quotidiano “Il Sole 24 ore” 

Sempre più rosa, sempre più vincente al femminile. Trascinato da rugby, volley, nuoto, ciclismo. Con le discipline di squadra e l’occhio di riguardo per i più piccoli a garantire il vertice, il numero di tesserati (non solo atleti) da far invidia a tutti. E con una riflessione inevitabile: qui il pallone non tocca… palla.

stop al periodo nero


Lo sport trevigiano archivia il periodo più nero della pandemia, scalando le classifiche: ora è la settima provincia in Italia, un balzo prepotente rispetto al 12° del 2020 (persino 18° nel 2018). Di fatto un ritorno al pre-Covid, alla quarta casella conquistata nel 2019. Il riferimento è all’indagine annuale promossa dal Sole 24Ore, un viaggio nello sport e nelle sue mille sfaccettature. La Marca, nella graduatoria generale, lascia la gloria del podio a Varese, Trento e Genova. Ma la distanza s’è accorciata: l’edizione 2022 come opportunità per ricucire il gap residuo? Le imprese degli ultimi giorni, vedi il tris di vittorie centrato sabato scorso da Imoco volley, Nutribullet basket e Benetton rugby, rappresentano il migliore auspicio per il futuro. Nel frattempo, ci si stropiccia gli occhi, nel passare in rassegna i principali indicatori. A spiccare è il quarto posto nello sport declinato al femminile, soddisfazione che s’abbina alla sesta casella per i risultati ottenuti dalle azzurre ai Giochi di Tokyo. Sì, donne al potere. Nella Marca dell’Imoco pigliatutto o di Erica Cipressa bronzo olimpico nel fioretto a squadre, non sono solo le statistiche a ricordarcelo. Basti pensare al nuoto della campionessa europea Margherita Panziera, all’arrembante canottaggio di Alessandra Patelli, alla fulgida tradizione del nuoto sincronizzato di Beatrice Callegari ed Enrica Piccoli, all’emergente ginnasta Alexandra Agiurgiuculese. Alla splendida nidiata del ciclismo, con Soraya Paladin e Sofia Bertizzolo. Alla scherma di Elisabetta Bianchin ed Eleonora De Marchi.

calcio rosa

Al calcio rosa di Manuela Giugliano, che pure dalle nostre parti sta trovando nuove occasioni di sviluppo. Non è un caso che la spedizione trevigiana a Tokyo contasse quasi unicamente (esclusi il nuotatore Manuel Frigo e il karateka Mattia Busato) sull’altra metà del cielo. Un’onda travolgente che aveva già evidenziato prospettive lusinghiere nelle categorie giovanili. Ora si stanno raccogliendo i frutti e non passa inosservato “il pollice verso” per i risultati maschili a Tokyo: la Marca è solo 47ª, complice la scarsa partecipazione (benché munifica: argento di Frigo in staffetta).

indicatori a 5 cerchi

Ma gli indicatori a cinque cerchi, che integrano la graduatoria 2021, regalano un altro piacevole spunto di riflessione: Treviso è 15ª alla voce “Culle olimpiche”, ossia città o società che hanno visto i propri atleti provare l’ebbrezza della magia a cinque cerchi. Non siamo la Puglia dei tre ori di Tokyo, ma Erica Cipressa s’è formata a Scherma Mogliano e le tre nostre rappresentati del nuoto in Giappone sono state forgiate al Montebelluna (anche se la Panziera, da sette anni, s’è trasferita a Roma). Se poi s’analizzano nel dettaglio le singole discipline, c’è una regina (quasi) incontrastata: siamo primi in Italia nella palla ovale davanti all’acerrima rivale Rovigo. Un successo figlio dei successi internazionali del Benetton e di un amore sconfinato. Ma siamo fortissimi pure nel volley (l’Imoco a capitanare un movimento solidissimo) e nuoto (tre azzurre a Tokyo), tanto da meritarci il terzo gradino. Nello sport del pedale, ci collochiamo in sesta posizione: qui c’è un po’ da risalire, visto il nobile curriculum, ma nulla si può contro l’emergente Verbania (prima) di Filippo Ganna ed Elisa Longo Borghini. Ma, per farsi un’idea precisa sulla salute di un movimento, la strada più efficace è misurare la partecipazione collettiva. L’indicatore degli atleti tesserati ci pone al quinto posto, mentre per dirigenti e tecnici siamo noni. Insomma, ci piace praticare sport, ma anche insegnarlo e organizzarlo. Una provincia modello che ha saputo rialzarsi dopo le cadute degli sport di squadra (ricordate il basket ripartito dalla Promozione?), poi tornati a dettare legge. Una provincia che ha fatto leva sulla storica vocazione alla polivalenza, contando sulla splendida generazione degli Anni Novanta. Ma anche una provincia che nel paralimpismo può annoverare campioni di respiro mondiale, esempi per più generazioni. È il caso di Bebe Vio, la fiorettista più forte di tutto e meritevole di un invito al Parlamento Europeo. È il caso dell’eterna Francesca Porcellato, per l’ennesima volta a medaglia a Tokyo nel paraciclismo. Così Treviso è 15ª per i risultati conseguiti in Giappone, ma c’è pure l’altra faccia della medaglia: casella 42 nella pratica dello sport paralimpico.

Mattia Toffoletto

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