«Senza deflusso ecologico il Piave destinato a morire»

Legambiente e pescatori sile rispondono agli agricoltori e a zaia  

«Senza deflusso ecologico il Piave morirà». L’allarme viene lanciato da Fausto Pozzobon, del circolo Legambiente Piavenire, e da Roberto Ongaro, presidente dell’associazione Pescatori Sile, che rispondono così agli esiti del convegno organizzato dai Consorzi di Bonifica sulla normativa europea che l’Italia dovrà applicare dal primo di gennaio. L’Ue chiede di garantire ai fiumi una quantità di acqua necessaria a garantire la proliferazione degli ecosistemi naturali. Un principio che nel trevigiano significa soprattutto prelevare molta meno acqua dal Piave a fini agricoli e per la produzione di energia idroelettrica. Da qui la dura posizione contro la direttiva presa da Coldiretti e dai Consorzi, affiancati nella battaglia anche dalla Regione. «Distruggerà il Veneto, siamo pronti a ricorrere contro l’Unione Europea», ha detto Zaia. Dal palco del convegno Luigi Lazzaro, presidente Veneto di Legambiente, ha difeso la normativa Europea, ribadendo l’importanza della tutela dei fiumi e della risorsa acqua. Per Ongaro invece la prospettiva del convegno era distorta, «ho sentito parlare solo di profitto e denaro, ma la direttiva serve a salvaguardare i fiumi, non il profitto delle aziende agricole. Il Piave sta morendo, con tutta la sua fauna, il deflusso ecologico lo potrebbe salvare». Applicare la direttiva Europa che, è bene ribadirlo, risale al 2000, significa secondo le stime dei consorzii di bonifica lasciare al Piave una quantità di acqua tra le due e le quattro volte superiore a quella di oggi. «Nel 2012 è stato redatto un piano di gestione delle Zone di Protezione Speciale del Medio Piave, consegnato alla Provincia e alla Regione, che stabiliva come nel letto avrebbero dovuto rimanere 29,5 mc di acqua al secondo», ricorda Fausto Pozzobon. «Un progetto che è sempre rimasto nei cassetti, ma abbiamo l’impressione che gli studi ora abbiano portato alla stessa nostra conclusione. Se non si cambia logica, il Piave morirà». Che la logica della battaglia contro il deflusso ecologico sia distorta lo pensa anche Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico. «La Lega ci ha abituato al ritornello che è colpa dell’Europa, senza differenze tra Salvini e Zaia. È però troppo comodo, come fa il presidente, addossare responsabilità all’Ue senza fare il minimo mea culpa. Governa il Veneto da oltre un decennio: cosa ha fatto la Regione per limitare i consumi d’acqua ad uso agricolo?», chiede Zanoni. «L’unico punto su cui posso essere d’accordo è che la Direttiva Acque non contempla situazioni locali come quella del Piave da sempre sfruttato per l’agricoltura e fonte di acqua utile ad una biodiversità diffusa, ma mi fermo qui». —

F. C.


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