In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

«È bello tornare a guardarsi negli occhi Ma a casa risparmio e mi concentro di più»

Maria Vettorel e Silvana Manica, responsabili Camera di Commercio «Ci sono vantaggi e svantaggi, ma la qualità è sempre garantita»

Mattia Toffoletto
2 minuti di lettura

le storie

«Non ci si vede negli occhi, manca la vicinanza. Confrontarsi sulla piattaforma Meet o al cellulare non è come farlo di persona». Maria Vettorel, 55enne di San Pietro di Feletto, responsabile settore sviluppo e organizzazione personale della Camera di Commercio Treviso-Belluno, riflette su come è cambiato il mondo del lavoro negli ultimi due anni. E torna con la mente anzitutto al primo lockdown, quando la quasi totalità del personale camerale (salvo un piccolo presidio) si ritrovò, dall’oggi al domani, a operare da remoto. Poi, per l’ente di piazza Borsa, la situazione cambiò già la scorsa estate, con lo smart working a rotazione: un giorno, al massimo due-tre a settimana, di lavoro a distanza. E questa è pure la situazione attuale: nei primi giorni di settembre, per la sola sede di Treviso, si è registrata una media del 21% di personale in smart working.

«il mondo del lavoro è cambiato»

Il sipario sul lavoro agile è dietro l’angolo: dal 15 ottobre i dipendenti pubblici dovranno tornare in ufficio esibendo il Green pass. «Ma non mi piace sentir parlare “di ritorno alla normalità”, può essere normale lavorare pure con altre modalità», puntualizza Vettorel, dal 1995 dipendente della Camera di Commercio, «certo, con altri paletti, il personale in presenza aumenterebbe, ma non più di tanto rispetto ad oggi. E lo smart working non finirebbe comunque in soffitta. L’accelerazione degli ultimi due anni ha cambiato il mondo del lavoro, l’operatività da remoto avrà prospettiva».

«più concentrati a casa»

Si accoda la collega Silvana Manica, 54enne di Treviso, responsabile per la segreteria, comunicazione istituzionale, programmazione strategica: «Il lavoro non è dove si è, ma quello che si fa». La felicità di rivedersi tutti negli occhi fa i conti con le nuove opportunità offerte dal lavoro da remoto: «Lo svantaggio legato ai rapporti personali è indubbio, ma ci sono pure i vantaggi», rimarca Vettorel, «anzitutto da casa si lavora più concentrati: io riservo le mie giornate in smart working allo studio, attività di scrittura, pubblicazione di delibere. Ai colleghi d’ufficio si assegna invece un progetto. Sì, fanno smart working tout court».

i risparmi

Al di là della concentrazione, ci sono però altri aspetti: «Io di solito mi sposto con il treno. Quando sei in smart working, risparmi nei tempi e nella spesa». Al di là dei costi, perché proseguire con il lavoro agile? «È stato introdotto per contenere i contagi, credo potrebbe mantenere ancora questa valenza», aggiunge Manica, alla Camera di Commercio da 25 anni, «e poi, particolare non secondario, consente di razionalizzare gli spazi. Il digitale ci ha permesso di fare cose un tempo impensabili, erogando servizi ai cittadini pure da remoto. E proprio dall’utenza, tramite sondaggio, ci è arrivata, nei mesi scorsi, un’attestazione di gradimento per l’operato a distanza».

le riunioni su meet

Vantaggi e svantaggi, ma probabilmente il rapporto vis à vis è insostituibile. «In realtà tutto è molto soggettivo», ribatte la responsabile della programmazione strategica, «la piattaforma Meet consente comunque un confronto visivo. Non è come essere in presenza, ma sempre di confronto visivo si tratta». Il periodo più difficile, in termini di lavoro a distanza, è coinciso con la primavera 2020: «Dopodiché non ci sono più state settimane intere di lavoro agile», conclude Vettorel, «certo, specie in quei tre mesi, mancava il confronto a quattr’occhi. Poi, via via, la situazione è cambiata. Ma l’ente l’efficienza l’ha sempre garantita: il lavoro c’è stato e ci sarà sempre, anche se erogato in maniera diversa». —



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori