«Installiamo i sismografi nei paesi Vogliamo capire se si ripeterà»

Una trentina gli apparecchi in arrivo nella Marca. «Questo è il territorio più a rischio nel Veneto»

MIANE

Per quanto tempo continuerà lo sciame sismico? «Stiamo installando dei sismografi a Miane, a Valdobbiadene e in altri paesi, proprio per tenere sotto controllo l’attività», risponde Pier Luigi Bragato, «Vogliamo capire se il fenomeno si è esaurito martedì alle 6.26 oppure se è destinato a durare. Il territorio, si sa, è quello che in Veneto ha più alta attività sismica». Bragato è il sismologo dell’Ogs di Trieste che dopo aver indagato per lunghi anni il territorio veneto, e la pedemontana trevigiana e bellunese in particolare, dalla centrale di Udine, dall’inizio del mese sta organizzando la rete di controllo dalla sede di Marghera, dove la Protezione civile coordina l’installazione di ben 300 rilevatori.


Quanti ne destinerete a Treviso e a Belluno?

«A Treviso probabilmente una trentina (oggi abbiamo una sola stazione, sul Montello, anche se altre due si trovano sul confine, sul Col Varnada e sul Grappa ndr). Li installeremo presso altrettante sedi della Protezione Civile. In egual numero, probabilmente, nel Bellunese, dove invece sono già operative 8 stazioni».

Il terremoto ha colto la popolazione nel sonno. Da qui la paura. I più sono scesi in strada, tanti hanno dormito in auto.

«È comprensibile. Va detto, comunque, che un sommovimento comincia a provocare danni sopra i 5 gradi di magnitudo: qualche volta anche fra i 4 ed i 5 gradi, ma cose leggere, come la caduta di un cornicione. Certo, se le abitazioni o le sedi di lavoro non si trovano nel massimo della sicurezza antisismica, qualche timore è giustificato. E purtroppo una parte ancora degli edifici non sono così sicuri, a Vittorio Veneto come nei paesi della Vallata, così pure in Alpago».

C’è da avere più paura di un terremoto sussultorio o ondulatorio?

«Anche le scosse di stamani erano sia sussultorie (le prime), che ondulatorie, le seconde. La più pericolosa è l’energia trasmessa in orizzontale».

La gente si è svegliata, la notte passata, a causa soprattutto di due boati.

«Si, questo è l’effetto sonoro trasmesso dalle onde. Le vibrazioni del terreno si ripercuotono poi nell’aria, tanto più se il movimento è superficiale».

La replica di Segusino ha un epicentro davvero superficiale come profondità, solo 5 km.

«La profondità media a Nordest è fra i 5 ed i 10 km. Ieri gli epicentri erano per lo più intorno ai 10 km. Collochiamo i nuovi sensori per cercare di capire, studiando la profondità, se il fenomeno potrà avere un seguito».

Ma perché il sisma si è avvertito a Miane e a Valdobbiadene piuttosto che a Revine o in Alpago, territori più soggetti al sisma?

«I sommovimenti sono presenti a ridosso dell’intero arco delle Prealpi trevigiane-bellunesi, solo che in questa parte del territorio la frequenza è inferiore. Ai cittadini dico di studiare i piani comunali di protezione civile comunale, che contengono tutte le buone regole da seguire in caso di terremoto. Dai semplici consigli, come non lasciare oggetti in bilico, fissare i mobili ai muri e tenere una torcia e una bottiglia d’acqua sul comodino, al non usare l’ascensore o rimanere vicino ai muri portanti durante la scossa». —



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