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Arte, storia e affreschi: a Treviso ha aperto il caffè Caffi nel restaurato palazzo della contessa Spineda

In via Manin un tuffo nell’Ottocento: corte sul Siletto, stucchi, arredi. L’operazione culturale della famiglia Baccini e di Davide Spotti

TREVISO. L’androne è già un tuffo nel tempo: la ghisa delle grate portone, le quattro statue neoclassiche che scandiscono l’ingresso: Astronomia, Pittura, Scultura e Architettura. Altre nell’atrio delle scale: Musica e Poesia. Icone più che muse.

Decorazioni, tavoli, sedie: tutto è originale e accuratamente riportato all’antico splendore. Dall’altra parte, l’affaccio sul Siletto con un cortile che si trasforma in grande plateatico, e la sorpresa di una grande terrazza cui fanno da sfondo una serie di archi acuti e un rosone di una chiesa che oggi non c’è più (e si vedono affreschi, se si guarda bene), che arrivava a via Castelmenardo.

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