Sconto Imu per pochi Il Comune suona la sveglia ai proprietari

Vittorio Veneto, finora ne hanno usufruito solo in quaranta «C’è tempo fino al 30 settembre, bisogna muoversi»

VITTORIO VENETO

Scade il prossimo 30 settembre la possibilità di usufruire della riduzione del 5 per 1000 Imu destinata ai proprietari che abbassano il canone ai propri affittuari.


Lo ricorda il vicesindaco di Vittorio Veneto, Gianluca Posocco, a seguito del fatto che questa opportunità non è stata raccolta da più di una quarantina di titolari di immobili dati in affitto a commercianti, artigiani e per altre attività. «La possibilità di aderire allo sconto Imu destinato ai proprietari di immobili che riducono l’affitto soprattutto ai gestori di esercizi commerciali come bar, ristoranti e negozi, cesserà il prossimo 30 settembre», afferma Posocco. L’amministrazione comunale di Vittorio Veneto ha adottato questa misura per contrastare la crisi provocata dall’emergenza pandemica andando incontro alle esigenze delle categorie produttive, che hanno sofferto una pesante riduzione degli introiti per i ripetuti lockdown. In città sono 150 soltanto i bar e ristori. «Chi non ha ancora approfittato di tale possibilità – continua Posocco - potrà dunque farlo sino a fine mese».

L’aliquota è stata abbassata dal 10 al 5 per mille; si ottiene insomma una riduzione dell’Imu di 500 euro per ogni 1.000 euro di canone scontato agli affittuari. A questo primo risparmio - legato alla fiscalità comunale - se ne aggiungerà poi un secondo, in sede di dichiarazione dei redditi, per il minore introito ricavato.

«Nella nostra città – conclude il vicesindaco – molti proprietari hanno già ridotto il canone ai propri affittuari dando così respiro alle attività economiche messe in difficoltà dal Covid. Auspichiamo dunque che altri lo facciano». Le minori entrate Imu, stimabili in alcune centinaia di migliaia di euro, potranno essere quantificate esattamente solo a fine anno. È con una certa sorpresa che, ai piani alti di piazza del Popolo, si sta riscontrando in queste ore l'adesione ritenuta “scarsa” alla proposta della riduzione dell'Imu. Ci si chiede se sono state appena una quarantina le attività che a seguito della pandemia hanno richiesto uno sconto o un alleggerimento degli affitti. O, in caso opposto, se i proprietari, in presenza magari di un numero maggiore di istanze, non hanno dato prova di generosità e di solidarietà. È anche vero che le categorie del commercio e dell'artigianato erano state tramortite quando il Comune decise di aumentare l'Imu. Ma era ormai prima dell'esplosione della pandemia. —



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