Massaggi e qualcosa di più: agli arresti la titolare dell’Oasi

La “maitresse” è una 49 cinese colta in flagranza mentre  intascava 50 euro. Le segnalazioni partite da alcune mogli

RIESE pio x

Era cambiata la gestione, ma il “core business” era rimasto lo stesso: ovvero offrire accanto a massaggi rilassanti anche qualcosa in più, ovviamente con un ritocco del prezzo. Ma l’insolito viavai non poteva passare inosservato: e anche, a quanto pare, per le segnalazioni di alcune mogli, l’attività parallela del centro massaggi “Oasi” a Riese è venuta a galla.


E come era già successo nel 2019, un blitz del carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Castelfranco ha portato al sequestro del locale e all’arresto della titolare, W.D., 49 anni, di nazionalità cinese, con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione nei confronti di giovani connazionali. Trenta euro il prezzo di una mezz’ora di massaggi relax, ma bastava aggiungerne venti e si poteva ottenere un rapporto sessuale completo.

L’arrivo dei carabinieri è arrivato al termine di una indagine coordinata dalla Procura di Treviso e l’appostamento da parte dei militari non ha lasciato spazio a dubbi: uomini di età trasversale si trattenevano per qualche decina di minuti e poi se ne andavano via. E a quanto pare gli affari per la 49enne cinese andavano davvero a gonfie vele.

Il sistema di pubblicità era quello classico, oltre ovviamente al passaparola che sottolineava la possibilità di ottenere qualcosa di più di un massaggio: ovvero inserzioni ammiccanti su vari siti on line di annunci economici che prevedevano il contatto telefonico con la maîtresse con cui si fissava l’appuntamento. Lo scorso weekend la donna è stata colta in flagranza di reato: quando i carabinieri hanno fatto irruzione, stava ricevendo cinquanta euro da un cliente quale compenso per un rapporto sessuale con una delle massaggiatrici alle sue “dipendenze”: una situazione che andava avanti da almeno un anno e in cui la donna lucrava anche sui profitti extra delle ragazze. Ma a non dare spazio a dubbi anche l’arredo del locale, che era esplicito: luci colorate soffuse, candele e profumatori vari, oltre a musica in sottofondo, nell’intento di rendere l’ambiente il più accogliente possibile. Ora la donna è stata posta ai domiciliari. —



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