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Caporalato, in tribunale a Treviso la testimonianza gli schiavi dei campi: «Costretti a lavorare 13 ore al giorno, senza paga»

Sentiti i pachistani che, secondo l’accusa, sono stati sfruttati da un gruppo di quattro persone: “Ci svegliavano alle 6 del mattino e lavoravamo per 12 o 13 ore intervallate da una mezz’ora per il pasto. Eravamo 30 o 35 lavoratori e vivevamo stipati in due appartamenti di via Montello a Roncade. C’era chi dormiva sui materassi e chi per terra”

RONCADE. Costretti a lavorare per 12 o 13 ore al giorno nei campi a potare vigne o alberi da frutto, con le forbici comprate di tasca propria e senza scarpe antinfortunistica o guanti. La paga promessa? Mai vista e a chi osava alzare la voce veniva minacciato: «Ti denuncio in questura e ti faccio rimpatriare».

È questo in sintesi un breve spaccato, dipinto ieri in aula da uno dei pachistani che venivano sfruttati da un gruppo di quattro persone, finite in carcere a Santa Bona nel maggio scorso per reati che vanno dallo sfruttamento del lavoro alla tentata violenza privata.

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