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Luce e gas, nella Marca rincaro di 500 euro a famiglia

In provincia di Treviso un salasso da 180 milioni. Adiconsum: «Preoccupati per le fasce deboli». Codacons: «Intervenga il Comune»

TREVISO. Autunno caldissimo sul fronte dei rincari: l’annunciato aumento del 40% dell’energia elettrica, assieme ai rialzi di gas e carburanti, costringerà ogni famiglia a sborsare 500 euro in più ogni anno per le bollette e la benzina. Su un totale di oltre 365 mila famiglie nella Marca tutto ciò si tradurrà, a fine anno, in 182 milioni di euro in più che evaporeranno dalle tasche dei trevigiani. Un salasso che preoccupa le associazioni dei consumatori: «Le famiglie più povere rischieranno, a ottobre, di non avere nemmeno i soldi per pagarsi il riscaldamento» taglia corto Stefano Bellotto di Adiconsum. Franco Conte, presidente regionale Codacons, rincara la dose: «Situazione allarmante, anche Comune e Regione, oltre al governo, devono intervenire per tutelare le fasce più deboli con apposite agevolazioni».

Tutti i rincari

Luce e gas, soprattutto, ma anche benzina e diesel. Adiconsum traccia un quadro a tinte fosche per l’autunno. La benzina costa oggi il 15,3% in più rispetto a inizio anno, il 19,4% rispetto allo stesso periodo del 2020. Per una famiglia, questo si traduce in 324 euro in più ogni anno per il carburante. Il gasolio da gennaio ha subito invece un rincaro del 14,5%, mentre in un anno è cresciuto del 18,5%, con un aggravio di circa 11,80 euro per ogni pieno. «Se aumenteranno del 40%, come ormai sembra le bollette, che sono ormai su un “ piano inclinato” con le tariffe di luce e gas, la stangata arriva a 500 euro a famiglia» osserva Franco Conte, Codacons. Conte auspica un intervento del governo al fine di calmierare gli aumenti. Ma non solo.

Stefano Bellotto, Adiconsum Treviso-Belluno

«Poche iniziative concrete»

«Come al solito resta il mistero del perché quando il prezzo del petrolio scende i vantaggi per i consumatori siano sempre risicati, mentre ora l’aumento del petrolio viene abbondantemente, troppo abbondantemente scaricato sul consumatore» osserva il numero uno di Codacons. «In Veneto la ripresa dell’economia è anche più robusta che nel resto d’Italia, ma la pandemia del Covid ha lasciato delle ferite ancora aperte nei bilanci delle famiglie. La sollecitudine a chiedere risorse a Roma da parte degli amministratori locali e del governatore speriamo che si accompagni a iniziative a favore delle fasce più deboli e più colpite dalla pandemia. A oggi pochi i Comuni hanno preso iniziative concrete, e la stessa Regione non è stata solerte».

Franco Conte, presidente Codacons Veneto

Autunno a rischio

Secondo Stefano Bellotto di Adiconsum sono due i fattori che hanno portato all’incremento delle tariffe: «La struttura tariffaria di ogni bolletta e l’aumento della richiesta di consumi, generato dalla ripresa, sono due dei fattori principali. L’impatto immediato ce l’avranno imprese e cittadini, e ce l’avranno subito. Questo pone anche problemi di competitività. Le difficoltà che stiamo vivendo adesso sono il frutto di ripresa economica, mancanza di approvvigionamenti, e di una parte di speculazione. I contributi da parte dei Comuni saranno necessari quando la fascia più povera non riuscirà a pagare il riscaldamento, ma da soli non bastano. E se le cose restano come sono, si realizzerà di qui a ottobre».

La proposta

E cosa sarà necessario, allora? «Il 6 agosto abbiamo già scritto al governo, come Adiconsum nazionale, dicendo che non basta eliminare il canone della televisione o spiegare le voci di spesa. Va rivista tutta la struttura tariffaria, togliendo oneri di sistema e tutto ciò che non attiene al prodotto finale venduto. Il problema è anche politico, di tutela delle fasce deboli».

Gli altri nodi

Non bastassero i rincari, a pesare sui consumatori sono anche una serie di altre dinamiche denunciate da Claudia De Marco, di Federconsumatori: «Le istituzioni agevolino il lavoro delle associazioni dei consumatori, che hanno chiesto una rimodulazione degli oneri di sistema. Poi sarebbe necessario un controllo sugli operatori che forniscono questo tipo di servizi. Vanno verificate le campagne di comunicazione e l’approccio con i clienti di certe società, perché arrivano segnalazioni di persone quasi “costrette” a cambiare operatore con la scusa del mercato libero. Si tratta di campagne spesso eccessive e a danno, ancora una volta, dei più deboli».

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