Zaia: «Si mortificano identità e Unesco, faremo le barricate»

«Così si mortifica storia e identità di un territorio. È vergognoso». Non usa giri di parole Luca Zaia che l’Europa non ha mai molto amato. A scatenarne l’ira funesta la notizia dell’ammissibilità della denominazione del Prošek croato, stando alla risposta alle interrogazioni da parte della Commissione europea sull’argomento: «Di questa Europa non sappiamo cosa farcene», aggiunge «Un’Europa che non difende l’identità dei suoi territori, e che dovrebbe conoscere la storia del Prosecco, che ha ottenuto il massimo riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco. Quindi, adesso saremmo costretti a discutere anche sul nome di un sito già proclamato Patrimonio dell’Umanità». Il governatore aggiunge: «Si tratta di una decisione che si pone in contraddizione con la sentenza del 9 settembre scorso, della Corte di Giustizia Europea, che vieta l’uso di nomi o grafiche che evocano in modo strumentale e ingannevole prodotti a denominazione di origine riconosciuti e tutelati dalle norme Ue. Ciò che sta accadendo è vergognoso – conclude –. Così non si difende l’agricoltura né si difendono investimenti, ma si mortificano la storia e l’identità di un territorio. Spero che ci siano gli strumenti per ricorrere. La Regione farà la sua parte».

Immediate le reazioni anche a Bruxelles, da parte degli europarlamentari veneti. «Siamo di fronte a un gravissimo colpo a uno dei pilastri del made in Italy nel mondo, il Prosecco – fa sapere Rosanna Conte (Lega), tra i firmatari dell’interrogazione del 15 luglio scorso –. È palese come il riconoscimento del Prošek croato, costituisca una grave forma di concorrenza sleale al nostro vino, e metta in discussione il meccanismo di tutela dei prodotti Dop e Igp. Il Prosecco, in quanto Dop dell’Ue, dovrebbe essere protetto dalla stessa Ue, e non il contrario: la denominazione del Prosecco, al contrario del prodotto croato, lega inscindibilmente il suo nome a quello di un territorio ben definito e di grande valore. Abbiamo due mesi per bloccare questa scellerata decisione; ne va del nostro patrimonio alimentare, economico e culturale».


«Di fronte a questa folle decisione della Ue – si legge in una nota di Mara Bizzotto (Lega) firmataria dell’interrogazione del 5 luglio – siamo pronti alle barricate per difendere in ogni modo e in ogni sede il Prosecco Made in Italy perché deve essere chiaro a tutti che l’unico vero Prosecco è quello prodotto nelle nostre terre. Nei prossimi due mesi noi della Lega e tutto il nostro territorio porteremo avanti una battaglia campale per difendere la tipicità e la qualità del nostro Prosecco e il lavoro di migliaia di aziende».

«“Questa risposta non è il via libera alla denominazione Prošek; abbiamo due mesi per opporci – aggiunge Giannantonio Da Re (Lega) –, in questo frangente auspico che intervengano anche il Ministro all’Agricoltura e la Regione Veneto. Farò subito un’interrogazione a difesa e tutela del marchio Prosecco». —

c. c.

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