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Gian Paolo Gobbo riunisce le anime della Lega di Conegliano: «Si litiga, ma bisogna restare uniti»

La presentazione delle liste. Garbellotto: «Creperò nell’ufficio del sindaco pur di sistemare la città». Zaia: «Liberalizzare l’A27»

CONEGLIANO. «In famiglia si può sbaruffare, ma all’esterno dimostriamoci uniti». È l’appello con cui Gian Paolo Gobbo, il padre nobile della Liga veneta (il “nonno nobile” è stato affettuosamente definito ieri mattina) si è presentato a Conegliano per tenere a battesimo, insieme al governatore Luca Zaia, i 24 candidati consiglieri della Lega, una delle tre liste a sostegno di Piero Garbellotto.

E a confermare l’unità del movimento c’era, fra gli altri, anche Sonia Fregolent, la senatrice di Sernaglia, e l’europarlamentare Gianantonio Da Re. Abbracci calorosi di Zaia con Gobbo, ma anche di Gianangelo Bof e Roberto Bet. Tutti uniti – ha sintetizzato il segretario Bof – a sostenere l’autonomia e l’identità. Passati in rassegna i candidati, ovviamente ha preso la parola Garbellotto. «Sento da qualcuno che ha pochi argomenti che mi dice che non ho tempo perché ho l’azienda, la pallavolo e molte altre cose. Io vi prometto una cosa e chiedo la vostra fiducia: se mi eleggete sindaco io crepo in quell’ufficio ma Conegliano la sistemo» ha precisato.

«Conegliano – ha aggiunto - è una città con 50 vetrine vuote: questo non significa parlar male di Conegliano, ma bisogna fare una fotografia dello stato dell’arte ed è una città che ha bisogno di ripartire. Noi abbiamo fatto un programma diviso in due: uno è la parte incisa che va indicare cosa faremo, sei punti chiari e poche ciacole senza promettere tutto a tutti».

Per Zaia non ci sono dubbi: «Garbellotto – ha detto – è la vera alternativa in queste elezioni a Conegliano e tutte le liste vorrebbero avere questa figura come candidato sindaco».

A margine dell’incontro elettorale, Zaia ha auspicato che la società Autostrade per l’Italia cominci a valutare anche la prospettiva della liberalizzazione della A27. Sarebbe un bel segnale che Autostrade manda al territorio.

Un territorio che ha dato molto a questa società. Io sto insistendo, ormai da tempo, in questa direzione, perché c’è un territorio, o almeno una parte di esso, che deve essere sgravato dal grande traffico che oggi frena il suo sviluppo».

In attesa che questa prospettiva si realizzi, «invito la società Autostrade se ha risorse così importanti da investire, a prendere in considerazione le richieste del territorio relative alla costruzione di bretelle verso i caselli autostradali, in modo che possano essere raggiunti nei tempi più rapidi. Infatti, occorre mettere in maggiore connessione l’autostrada con il territorio». I due contendenti diretti, Piero Garbellotto e Fabio Chies si sono poi incrociati, con le rispettive “truppe”, fra la scalinata degli alpini e quella del teatro Accademia, per le foto con i candidati.

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