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Da Jordan a Borg, le scarpe dei campioni nella macchina del tempo: il distretto di Montebelluna le riproduce in 3D e ripropone in chiave moderna

Fanno parte del patrimonio del Museo dello Scarpone che il deterioramento dei materiali rischia di far perdere per sempre: così è nato il progetto di digitalizzazione

MONTEBELLUNA. Ci sono le famose Air Jordan 2 di Nike, poi gli stivali da motociclismo di Kenny Roberts di Alpinestars, il prototipo, unico esistente, delle scarpe da corsa realizzate per Pietro Mennea da M.G.M. con marchio del campione stesso, si può continuare con le Diadora autografate da Bjorn Borg: tutte scarpe che fanno parte del patrimonio del Museo dello Scarpone e che il deterioramento dei materiali rischia di far perdere per sempre. Da questa considerazione è nato il progetto di digitalizzazione che vede assieme la Fondazione del museo, l’Its Cosmo, la Design & Develop.

Questa ultima ha creato un nuovo software, il Botcha 3D, con la Fondazione e Its Cosmo è partito il progetto pilota e, grazie al lavoro di cinque stagisti, sono state digitalizzato in 3D queste prime storiche calzature che rischiavano di andare perdute perché la mescola in plastica si stava deteriorando.

Il Museo dello Scarpone ha infatti un archivio ricchissimo che racconta la storia dello sportsystem: scarpe in materiali naturali fino alla vigilia della seconda guerra mondiale, calzature sportive e per gli sport invernali realizzate in materiali sintetici dagli anni Sessanta in poi, e poi 4mila brevetti scaduti, cataloghi delle aziende calzaturiere, anche di quelle che non ci sono più, tesi di laurea. Un archivio ricchissimo che ha bisogno di essere conservato nel tempo.

Si è cominciato con i prodotti, quelli in plastica che hanno dato segni di deterioramento, si proseguirà poi anche con la realizzazione in 3D di calzature non più esistenti partendo dai disegni dei brevetti. Obiettivo finale non solo trasferire in digitale un archivio per poterlo conservare, ma testare questo nuovo software per renderlo strumento per i designer per produrre nuovi modelli.

E gli studenti ci hanno già provato, lavorando in digitale sulle calzature e proponendo nuovi modelli. Ad esempio hanno trasformato le scarpe da calcio di Pippo Inzaghi in calzature celebrative degli Europei 2020 e così hanno fatto con altre calzature di campioni aggiungendo disegni, componenti ed altro.

Nella realizzazione di questi gemelli digitali gli studenti hanno fatto un intenso lavoro di analisi sia storica che tecnica, raccogliendo informazioni sui materiali utilizzati e le tecniche impiegate nella produzione attraverso la consultazione di cataloghi d’epoca, ricerche d’archivio e testimonianze personali di designer e tecnici delle aziende produttrici. Un primo utilizzo di alcuni dei gemelli digitali verrà messo in atto già con la fine di questo mese al dipartimento di Design del Prodotto di Iuav: in un workshop creativo verranno prese come spunto alcune di queste iconiche calzature scomponendole digitalmente e riproponendole in chiave contemporanea.

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