«Il massimale di 1.800 assistiti è solo su base volontaria»

L’Ulss: «La procedura è volta a garantire l’assistenza ai pazienti del medico che cessa» Cauchi aveva denunciato l’innalzamento del massimale

treviso

Zone carenti di assistenza primaria e difficoltà a reperire sostituti. Attualmente un medico di base su 10 in provincia di Treviso opera con un massimale derogato a 1.800 assistiti, per l’esattezza il 12% dei circa 540 medici di base della Marca.


«L’incremento a 1. 800, nei casi in cui la zona non possa essere coperta con un nuovo titolare e non sia possibile incaricare un medico provvisorio, avviene su base volontaria con iscrizione dei pazienti in lista separata. Tale procedura, coerente all’Accordo collettivo nazionale e alle intese intercorse con le organizzazioni sindacali della medicina generale, viene percorsa a fronte di una cessazione di medico ed è volta a garantire l’assistenza ai pazienti del medico che cessa, non ai pazienti degli altri medici» precisa l’Ulss di Marca rispondendo alle dichiarazioni del dottor Salvatore Cauchi, segretario regionale dello Snami, che ha denunciato la tendenza a ricorrere all’innalzamento del tetto degli assistiti oltre i 1. 500 per assorbire i pazienti rimasti senza curante.

Una situazione descritta dal dottor Alessandro Fornasier, che opera a Pieve di Soligo e ha raccontato la sua giornata in ambulatorio, sottolineando come l’aumento degli assistiti e il crescendo della burocrazia in capo al curante riduca il tempo dell’assistenza. «Le attività di cui parla il dottor Fornasier non sono riconducibili ad incarichi conferiti dall’Azienda Ulss; è ipotizzabile siano invece attività svolte su richiesta dei medici della medicina di gruppo integrata (mgi) di Pieve di Soligo, di cui è medico referente il dottor Salvatore Cauchi, che, conseguentemente, ricadono nell’esclusiva responsabilità organizzativa degli stessi e nulla hanno a che fare con l’azienda sanitaria. Si ricorda che la mgi è dotata di personale infermieristico e amministrativo, secondo i parametri standard regionali, che risultano assolutamente adeguati. Incomprensibile pertanto il riferimento ad una “attività di burocrate”». Nel caso del dottor Fornasier, l’azienda sanitaria precisa che: «Fatta eccezione per un incarico provvisorio svolto dal 01/01/2019 al 31/10/2019 per garantire l’assistenza agli assistiti della dottoressa Sacco, medico singolo operante a Pieve di Soligo, in base alla documentazione agli atti dell’azienda, negli anni 2020 – 2021 il professionista risulta aver svolto esclusivamente sostituzioni a favore di un medico della medicina di gruppo integrata (mgi). Mentre non risulta agli atti alcuna sua sostituzione del dottor Villanova, il quale, è da poco inserito nella mgi Quartier del Piave». —



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