Quattro milioni di euro contro le classi pollaio Arrivano i docenti Covid

Pioggia di contributi per dividere i gruppi troppo numerosi in due aule diverse Fondi aggiuntivi per Casagrande, Scarpa e Sansovino, considerati più a rischio



Quattro milioni alle scuole trevigiane per ottenere personale aggiuntivo e smezzare le “classi pollaio”. Le risorse, legate al decreto interministeriale “Misure urgenti per la scuola”, sono state ripartite fra tutti gli istituti della Marca, portando un po’ di ossigeno quantomeno nelle situazioni più critiche: lo stanziamento verrà gestito in autonomia dai presidi, che potranno incrementare, a seconda delle esigenze, gli organici dei docenti o Ata. Una novità introdotta già l’anno passato: non è un caso che si utilizzi l’espressione “personale Covid”, ossia insegnanti o bidelli che consentono di smembrare le classi (che mantengono l’identità, ma per alcune materie si dividono in due gruppi) e ampliare il distanziamento.




Entrando nello specifico, c’è una porzione di finanziamento prevista per tutti gli istituti, in totale 4,23 milioni per un centinaio di scuole: una “quota A” che permette l’incremento del personale, da impiegare nel recupero degli apprendimenti e nello smezzamento delle classi. La “quota B”, che interessa solo tre scuole trevigiane, riguarda invece i casi più problematici in fatto di “classi pollaio”: un gettito extra da 213 mila euro per ulteriori innesti di docenti e bidelli; beneficiari il Casagrande di Pieve di Soligo, lo Scarpa di Motta di Livenza e il Sansovino di Oderzo. In pratica, una somma aggiuntiva che consente di tamponare le situazioni più difficili: il legislatore l’ha prevista per gli istituti del primo e secondo ciclo che abbiano almeno cinque “classi pollaio”: ossia con più di 26 alunni, nel caso di primarie e medie, e più di 27 studenti per le superiori.



Considerando che nella Marca il problema delle classi sovraffollate non è limitato ai tre istituti citati, si suppone siano state individuate le scuole in cui il combinato disposto degli spazi e della numerosità degli alunni facesse suonare l’allarme più alto. Al Canova, ad esempio, contano cinque classi da 31 studenti, ma le aule ampie consentono un elevato distanziamento. Più gravi, evidentemente, le situazioni dei tre istituti beneficiari della “quota B”: al Casagrande, che annovera 11 classi pollaio, è stata garantita un’erogazione extra da 107.591 euro; allo Scarpa di Motta, annoverando sei classi sovraffollate, arriveranno 56.686 euro; al Sansovino di Oderzo, che include cinque classi extralarge, sono stati destinati 48.905 euro. «Si assegna un budget, poi spetta al dirigente decidere se assumere docenti o Ata, nell’ottica di smembrare le classi», commenta Carmela Palumbo, dirigente Ufficio Scolastico Regionale, «Se ci saranno gli spazi per garantire lo smezzamento? Le ricognizioni sono già state fatte in estate e affrontate con gli enti locali». Nel complesso, alle scuole venete sono stati assegnati 26,5 milioni di euro, di cui 3,5 dedicati alle casistiche più complicate in termini di “classi pollaio”. Passando al setaccio gli oltre 4 milioni delle scuole trevigiane, il primo posto, per quantitativo di risorse, spetta al Planck con 78.612 euro. Segue, con scarto minimo, il Duca degli Abruzzi: 78.170 euro. Non a caso, sono fra le scuole della Marca con più alunni. —



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