San Vendemiano, minacce No vax a Zaia E Damiano attacca l’azienda sanitaria

Cartello contro il governatore, rappresentato come un demone. Il candidato di Conegliano contesta le strategie dell’Ulss

SAN VENDEMIANO

In piazza San Marco a San Vendemiano i No vax, i No Green pass, i No virus parlano di «apocalisse». Hanno addirittura fischiato il medico Paolo Baron, rimo relatore del raduno, perché aveva osato affermare che il Covid-19 esiste, non è una finzione.


Apocalisse evocata contro il governatore Luca Zaia, con tanto di cartello: «Non sfuggirai al giudizio di Dio». E anche contro il Capo dello Stato: «Presidente Mattarella hai abbandonato il tuo popolo?!».

I timori che i 400 di piazza San Marco non si accontentassero del sit-in, ma marciassero verso l’abitazione del presidente Zaia, c’erano tutti. Da qui l’abbondante schieramento di carabinieri e polizia. Devis Bonaldo, dirigente dell’associazione “Ancora Italia”, ha precisato di non essere un No vax e ha invitato ripetutamente a mantenere il distanziamento e a portare la mascherina se troppo vicini uno all’altro. Ha anche ammesso che il Covid se l’è fatto.

Ma il suo compagno di lista, a Conegliano, in “Norimberga 2”, Lorenzo Damiano, candidato sindaco, i toni apocalittici li ha fatti rivivere a tutta la piazza. «Con Gesù si vince sempre, sempre, sempre» ha scandito, prima di annunciare che, bontà sua, l’Organizzazione mondiale della sanità sarà cancellata. E ancora: «Se sarò sindaco, vieterò all’azienda sanitaria le procedure che sta mettendo in atto per combattere il virus». E, ha aggiunto a questo riguardo, le sue responsabilità ce le ha anche Zaia.

I manifestanti sono arrivati da ogni parte del Veneto e del Friuli. C’era un’anziana di 92 anni, accompagnata dal figlio; un’altra, vicina di età, in carrozzina. Sulla schiena di un giovane padre: «L’unico vaccino che funziona è spegnere la televisione e accendere il cervello». Sulla maglietta del figlio che portava sulle spalle, un ammonimento preciso: «Non sono una cavia. Giù le mani dalla mia vita». Il bimbo, però, dormiva dolcemente.

Bonaldo, l’anima delle ripetute manifestazioni contro le misure restrittive, ha precisato fin dall’inizio del sit-in di non essere un No vax, pur chiamando i vaccini «le terapie geniche», perché – spiegava – «non voglio fare da cavia».

Ed è quanto hanno sostenuto in molti, intervenuti o meno al microfono. Mauro, non altrimenti qualificatosi, ha illustrato un certificato sostitutivo di quello vaccinale; un documento – ha precisato – che rispetta le libertà costituzionali.

Il medico Baron, friulano di Udine, ha minacciato di lasciare la piazza quando è stato raggiunto dai fischi e dall’invito a tornarsene a casa solo per aver ricordato quanto ripetutamente affermato dal dottor Bassetti. E cioè che «il virus bisogna fermarlo in gola».

Alcuni della piazza l’hanno applaudito, ma altri, quasi sbeffeggiandolo, gli hanno rimproverato anche di riconoscere l’esistenza del Covid. Per loro è una montatura. Nonostante, si badi, l’esperienza che aveva appena portato l’organizzatore Bonaldo. —



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