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Elezioni comunali nella Marca: 110 mila elettori alle urne per otto sindaci

Si vota il 3-4 ottobre. Lega dilaniata, Fratelli d’Italia ambizioso, il Partito democratico spera

TREVISO. Basterebbe Conegliano, secondo centro della provincia, a farne un test di primissimo livello. Ma questa tornata amministrativa autunnale “spostata” causa pandemia, vede andare alla urne altri tre grandi centri: Montebelluna, Villorba e Oderzo. E poi Volpago, Cordignano, la piccola Monfumo, la piccolissima Portobuffolè.

Alle urne vanno oltre 110mila elettori, un trevigiano su 8. E quindi c’è anche un peso aritmetico, per farne un appuntamento assolutamente rilevante. Tanto più che ci si arriva con un quadro politico inedito.

La Lega tronfia del trionfo di Zaia – e al governo in tutti gli 8 comuni – è dilaniata da scontri interni, strappi dei dissidenti ed espulsioni anche illustri: è divisa ovunque, con l’eccezione di Montebelluna. Scenari (politicamente) sanguinari. Assessori uscenti (Michele Sarri, a Oderzo, prima della bocciatura di ieri sera) e segretari di circolo (Emanuela Parchi a Villorba, pure ex componente del direttivo provinciale al K3) che salutano e decidono di correre in solitaria contro il candidato del partito, l’uscente Maria “Muli” Scardellato a Oderzo e l’ex assessore Francesco Soligo a Villorba. Ed entrambi sapevano di finire dritti dritti nella lista degli espulsi. E ieri sera, poi, a Oderzo c’è stato pure un terremoto, con 5 liste su 10 escluse dalla Commissione elettorale mandamentale e tre sindaci esclusi.

A Villorba corre anche l’ex assessore Silvia Barbisan, contro la Lega: è la sorella dell’ex consigliere regionale Riccardo.

A Conegliano la vecchia guardia giura fedeltà all’uscente Fabio Chies, segretario provinciale di Forza Italia, e sconfessa la candidatura imprenditoriale di Piero Garbellotto, su cui Lega e Fdi lanciano la loro scommessa di rinnovamento del centrodestra dopo la caduta prematura, causa tempesta interna della giunta Chies. E Carrocci e meloniani mettono sul piatto il sostegno illustre, ma esterno, di Floriano Zambon, simbolo dell’anima moderata della città.

A Cordignano, infine, una competizione elettorale interna senza precedenti nella storia della Lega: corrono due leghisti, il sindaco uscente Gianni Biz (sostenitore) contro il predecessore Roberto Campagna (militante), e il partito è tutto con quest’ultimo. Ma se i due si sfidano l’un contro l’altro armati, nessuno avrà il simbolo, salomonicamente rimasto nei vessilli della sede del circolo.

All’interno del centrodestra – frammentato a Oderzo e a Villorba (3 liste), solo diviso a metà a Conegliano (2), c’è anche un fattore Fratelli d’Italia.

Il partito di Giorgia Meloni si sente molto sicuro, anche nella Marca, e punta a incrementare decisamente i consensi – anche a scapito della Lega. Ambizioni non nascoste, al punto da chiedere i 4 vicesindaci dei grandi centri a fronte di performance elettorale fra il 10 e il 15%. Ma la di là delle quattro poltrone dei “numeri due”, è indubbio che queste amministrative segneranno il mutamento del quadro politico provinciale e la svolta nel manuale Cencelli che sin qui ha presieduto le nomine negli enti e nelle a partecipate pubbliche.

Ben diverso il discorso nel centrosinistra. Il Pd, che dopo i “fasti” degli anni recenti è arretrato vistosamente nella mappa dei comuni trevigiani, cerca di infilarsi nelle divisioni del centrodestra e di beneficiarne elettoralmente. Asse con i 5 stelle per allargare la coalizione praticamente canonica a Montebelluna, Conegliano e Oderzo (dove il candidato, Marco De Blasis è pentastellato).

A Villorba i 5 Stelle corrono soli, e pure l’ex probivira nazionale Raffaella Andreola si allea con la Parchi. Non è finita: il centrosinistra che schiera Alessandra Callegari vede nascere “Villorba Lab”, candidata Camilla Girasole. Esperimento in vitro, per i bene informati, di renziani e del movimento autonomista di Simonetta Rubinato.

A Conegliano bisogna correre anche contro i sondaggi, non troppo generosi sin qui, e tutti protesi verso il duello fra l’uscente Chies, berlusconiano che si avvale dell’appoggio della brugnariana “Cambiare”.

Per l’M5S – liste doc solo a Oderzo e Villorba – si conferma la storica difficoltà a radicarsi in una Marca che pure aveva lanciato il primo consigliere comunale d’Italia (ma correva il 2008...). I No Vax debuttano a Conegliano.

Negli altri 4 comuni più piccoli logiche più campaniliste, non per questo meno interessanti. A Monfumo c’è una sola lista: avversario è il quorum. Non così a Portobuffolè: c’era anche lì una sola lista, ma Forza Nuova corre in extremis per accaparrarsi i banchi della minoranza. E ci provano pure gli indipendentisti. 

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