Figliuolo a Cison: «Basta con la Dad Tamponi salivari per gli studenti»

Il generale al Bosco delle Penne Mozze: «Poco formative le lezioni a distanza, si deve tornare in aula»

CISON di valmarino

Basta con la didattica a distanza. Avanti con i tamponi salivari. Il rientro dalle ferie comporterà un rilancio delle vaccinazioni, ma è evidente che gli over 50 vanno messi di più al sicuro. E, in ogni caso, davanti all’incalzare delle varianti, nessun alleggerimento delle misure precauzionali.


Questo e altro ancora è venuto a raccomandare Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid, lassù in fondo alla valle di San Daniele, a Cison, dove da 50 anni “vive” il Bosco delle Penne Mozze. «Purtroppo dobbiamo stare ancora attenti, il vaccino sta facendo il suo corso però il virus si muove in maniera intelligente, con le varianti, e noi dobbiamo essere più di buon senso. Utilizzando i vaccini continuando con le misure di sicurezza».

La scuola al centro delle sue preoccupazioni. «È stato dimostrato che la scuola a distanza, oltre a essere qualcosa di non equo poiché tante famiglie hanno difficoltà ad accedere alle piattaforme virtuali, è poco formativa perché non fa raggiungere tutti gli obiettivi prefissati ma soprattutto ci toglie la socializzazione, che è il valore aggiunto per bambini e ragazzi». Le vaccinazioni, anzitutto: «Siamo a buon punto fra gli insegnanti» ammette Figliuolo, augurandosi che da oggi, col rientro dalle vacanze, «ci sia un’ulteriore spinta verso l’alto».

Per quanto riguarda, invece, lo screening a scuola, «stiamo lavorando con l’Istituto Superiore di Sanità e con il Ministero dell’Istruzione per adottare il modello delle scuole sentinella con dei tamponi salivari tipo lecca lecca che vengono analizzati presso dei laboratori trattandosi di tamponi di tipo molecolare». Questo per ottenere dati sicuri e non avere falsi positivi che possono condizionare le modalità di rientro. «In questo caso abbiamo una sicurezza vicina al 100%, che poi serve anche a capire come si diffonde il virus e che tipo di virus è avendo certezza delle varianti». Figliuolo ha ammesso di sentirsi spesso col presidente Luca Zaia e di rifarsi alle buone pratiche di questa regione, come pure dell’Emilia Romagna e della Lombardia.

Un problema: gli over50. «Sono un’altra categoria che va messa al sicuro. In questo momento siamo all’80% di prime inoculazioni. Sappiamo che con la variante potrebbe non bastare. Un mese e mezzo fa eravamo a -2,6 milioni e oggi siamo -1,9 milioni. Direi che c’è stata maturità. Ogni giorno vedo che abbiamo intorno alle 10-15 mila somministrazioni per gli over50». Evidentemente bisognerebbe crescere. Figliuolo ha tenuto a precisare, rivolto ai suoi alpini, che la campagna vaccinale è dell’Italia, ma che in essa «c’è molta alpinità».

Che significa: si vince facendo squadra. «Io mi sono sentito più volte con il presidente Zaia. Abbiamo preso un modello molto simile a quello del Veneto. Abbiamo visto anche quello che fanno altre Regioni come la Lombardia e l’Emilia-Romagna e devo dire che c’è stata grande condivisione perché il nostro modello l’abbiamo realizzato anche insieme alla Conferenza delle Regioni. Quando si fa squadra, si raggiungono i risultati migliori» è la convinzione di Figliuolo, «qui non ci sono uomini soli al comando ma ci sono persone che lavorano insieme. Non bisogna mai autoincensarsi ma far un passo indietro, stare al proprio posto». —



© RIPRODUZIONE RISERVATA

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

3 mesi a 1€, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Bengala Fire, l'appello al voto di Cornuda: "Facciamoli splendere fino alla vittoria"

Insalata di gallina, radicchio, mandorle, melagrana e cipolla

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi