Oggi e domani Figliuolo a Cison per le celebrazioni degli alpini

Nel pomeriggio è atteso per un saluto al Teatro  La Loggia, si presenta un libro Domattina il raduno al Bosco delle Penne Mozze

CISON

Gli alpini della sezione Ana di Vittorio Veneto in grande spolvero, questo pomeriggio, a Cison di Valmarino, per la presentazione del volume sui primi 90 anni di storia. Saranno infatti presenti – almeno questo è l’auspicio del presidente Francesco Introvigne - il generale Claudio Berto, comandante delle Truppe Alpine, il generale Francesco Paolo Figliuolo, comandante logistico dell’Esercito e Commissario straordinario per l’emergenza Covid, che è atteso per un saluto, l’Ordinario Militare per l’Italia, l'arcivescovo Santo Marcianò ed il presidente nazionale dell’Ana Sebastiano Favero.


Sarà di fatto un’anticipazione, in termini di contenuti, della solenne celebrazione del 50esimo Raduno delle Penne Mozze che si svolgerà domani, e che vedrà di nuovo il generale Figliuolo protagonista. «La storia degli alpini di Vittorio Veneto è una piccola epopea nella più grande epopea delle penne nere d’Italia» sottolinea con orgoglio il presidente Innocente Nardi. La presentazione del libro, coordinata da Nicola Stefani, di Pieve di Soligo, la voce delle adunate nazionali, inizierà alle 17 al Teatro La Loggia di Cison. Il volume, che verrà recensito dallo scrittore Giovanni Lugaresi, è un lavoro certosino condotto da un comitato di redazione della sezione Ana che ha ripreso un lavoro avviato ancora negli Anni '80 dal professor Gino Perin, mancato nel mese di maggio 2020, ideatore della vigilia al Bosco delle Penne Mozze nonchè vicepresidente e segretario della sezione negli anni ’60. Domani, invece, dalle 10 la celebrazione al Bosco delle Penne Mozze. Il Bosco, con le sue 2405 stele in ferro battuto dei Caduti alpini trevigiani, saprà accogliere in sicurezza e serenità, la nutrita presenza delle Penne Nere che li vorranno ricordare. L'occasione del 50esimo del Bosco sarà anche quella, storica, di completare “l’Albero del Ricordo”, sul quale sono apposte le foglie (una targa) di ogni sezione Ana d’Italia (sono 80) a ricordo dei rispettivi Caduti alpini. —



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