«Biosfera, progetto nato da noi Grosso potenziale per il territorio»

ASOLO

«Tanti di quelli che stanno dissertando sul riconoscimento della Biosfera Unesco della Pedemontana del Grappa e dei Colli Asolani non hanno fatto niente per ottenerla»: è tranciante il giudizio di Fausto Bosa, presidente di Confartigianato AsoloMontebelluna, che ricostruisce i passi che hanno portato all'attuale risultato e spiega quali benefici può portare al territorio. Correva infatti il 2015 quando il progetto ha preso le mosse, in un contesto preciso: “Le vacanze dell'anima", una somma di eventi organizzati dall'associazione. «Tutto è nato da un colloquio con i fratelli Manfio degli Alcuni - spiega Bosa - Sono stati loro a parlarmi della possibilità di candidare l'area del Grappa a Biosfera Unesco e da lì ha preso avvio il progetto. All'inizio non è stato facile, abbiamo trovato tanto scetticismo, poi se ne è fatta carico l'Ipa con Italo Bosa, Valentina Fietta e Cristina Crema, le amministrazioni comunali vi hanno aderito e hanno predisposto il dossier per porre la candidatura. Un importante supporto ce lo ha dato Philippe Pypaert, referente nel 2015 per l'ufficio regionale Unesco di Venezia per la scienza e la cultura in Europa. Poi è nell'ordine delle cose che i politici saltino sul carro, ed è anche utile a concretizzare i progetti, altri che ora se ne prendono i meriti invece non hanno fatto nulla».


E chi sarebbero? «Le Pro loco ad esempio non hanno fatto niente - afferma Bosa- però adesso possono avere tanto da fare, di lavoro ce n'è per tutti». Insomma un lavoro durato sei anni per arrivare ad avere la Riserva Mab per l'area del Grappa e delle colline asolane, con quali prospettive? «Pensiamo al Grappa, raggiungibile in 40 minuti un po' da tutto il Veneto: può essere oggetto di una importante valorizzazione grazie a questo riconoscimento - spiega il presidente di Confartigianato - Possono arrivare finanziamenti per la telefonia, la viabilità, i percorsi turistici, il recupero della base Nato. Pensiamo solo alla telefonia: come si fanno i primi tornanti del Grappa il segnale scompare. Andiamo sulle vette dolomitiche e i telefonini prendono benissimo. Poi c’è tutta la valorizzazione turistica: tantissimi stranieri che vengono proprio per percorrere il sentiero 153. È un territorio che si può vivere per tutto l'anno, non solo stagionalmente, e può attrarre il turismo ciclistico che è in fortissima crescita, anche se in questo caso bisogna lavorare sulla convivenza, perchè troppe volte la gente di qui non vede di buon occhio i cicloturisti. Insomma, ci possono essere tante opportunità, basta darsi da fare». —

enzo favero

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