L’angoscia della prof: «Se tornano? Non sono al sicuro nella mia casa»

Il sindaco De Pieri: «Di fronte a casi del genere ci si sente rassegnati. Servono controlli e punizioni»

CHIARANO

«Meno se ne parla e meglio è. Può anche succedere che tornino. Se succede ancora, chi viene a salvarmi?». Poche frasi che esprimono grande turbamento quelle che la professoressa Alessandra Scotini ha dedicato ieri mattina ai cronisti che l’hanno incontrata all’esterno della sua abitazione in via Roma.


«Sanno dove trovarti, voi vi sentireste sicuri? Pensate che adesso mi possa sentire sicura? Io non mi sento affatto sicura». L’insegnante non ha riportato ferite, ma ieri mattina era ancora comprensibilmente sconvolta. «C'è stato un furto, sono entrati dalla finestra, ho parlato con le forze dell'ordine», ha tagliato corto, non volendo rivivere quei drammatici momenti, che chiaramente le rimarranno a lungo impressi nella memoria.

I TESTIMONI

Domenica sera l'unico locale aperto nel centro di Chiarano era il bar Roma, che si trova dall'altra parte della strada. «Davvero c'è stata una rapina? Non abbiamo sentito nulla», si chiedono sbalorditi dal locale. Anche chi abita nello stesso condominio non ha sentito e visto nulla. Alcuni residenti invece domenica sera hanno notato le pattuglie dei carabinieri e hanno compreso da quel via vai che si era verificato un grave episodio di criminalità.

Peraltro, altri furti in abitazione non si erano verificati di recente a Chiarano, come confermato dal sindaco Stefano De Pieri. È normale però che la rapina abbia messo in apprensione tutto il paese.

In queste settimane nell'Opitergino ci sono stati dei colpi in abitazione, anche con sottrazioni d'auto. Il primo cittadino, da parte sua, avrebbe la soluzione: “Controllo del territorio e rapidità di punizione”, questo il commento del sindaco De Pieri.

Un episodio cheovviamente ha riportato alla mente la rapina finita male di Gorgo al Monticano, quando il 21 agosto di 14 anni fa vennero brutalmente assassinati Lucia Comin e Guido Pelliciardi per un misero bottino. Per quei fatti vennero arrestati il 33enne Artur Lleshi, che si suicidò in carcere qualche mese dopo; e Naim Stafa, 33, residente nel Casertano. Finì in carcere anche un giovane considerato il basista del gruppo.

IL SINDACO PREOCCUPATO

«Non ci sono molte parole per esprimere il risentimento, la rassegnazione, il senso di impotenza, per un sindaco di fronte a fatti accaduti come quello successo ieri sera ad una mia cittadina, vittima di una rapina, fortunatamente senza conseguenze fisiche per la stessa: sicuramente resterà la cicatrice indelebile di una paura che mai più svanirà».

Nei mesi della quarantena si è registrato un calo dei reati più o meno gravi. «È facile parlare per il ministro Lamorgese di calo in un anno dei delitti del 18,2% grazie al Covid, lo vada a dire alle restanti 1.912.344 vittime di reato - ha proseguito il sindaco - Certo le forze dell’ordine, ed in primis i carabinieri fanno quel che possono, sono sempre disponibili quando chiamo. Ma una società liquida e di conseguenza informe e libera in un territorio a bassa densità di popolazione non è facile da controllare e e soprattutto da difendere. Quindi bisogna cambiare.

Dobbiamo ripensare a un nuovo modello di controllo del territorio e di rapidità nella punizione per delitti legati alla criminalità predatoria, con l’assunto che se la casa è il nostro castello quest’ultimo per essere inespugnabile ha bisogno di adeguate difese». —

DIEGO BORTOLOTTO

GLORIA GIRARDINI

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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