L’Anpi rinnova la Resistenza «Costituzione e ambiente»

I partigiani, attenti allo scenario internazionale, hanno ricordato Gino Strada  «Vanno stroncati i riverberi di neofascismo, che porta l’eco delle stragi »

REVINE

I partigiani in soccorso dell’Afghanistan. E di un ambiente che si sta disastrando. È l’impegno lanciato ieri dal tradizionale raduno dei Resistenti al Pian de le Femene, sopra Revine. Prima la messa, poi la cerimonia davanti al monumento alla Resistenza e al museo della Lotta di Liberazione.


«La memoria deve essere un modo per guardare al presente e al futuro – ha detto Giuliano Venier, presidente dell’Anpi - il mondo non sta per uscire dal precipizio. Guardiamo con sofferenza all’ Afghanistan, al ritorno di un regime oppressivo e l’Occidente soprattutto la più grande potenza del mondo non ha saputo assicurare agli uomini e alle donne le considerazioni per farli uscire fa quel inferno, noi oggi dobbiamo sostenere tutte le azioni volte ad aiutare le persone che stanno scampando da quell’orrore e credo che un partigiano moderno ci abbia insegnato questa lezione Gino Strada, la sua Emergency è ancora presente in Afghanistan e in tanti parti del mondo dove si soffre». Oltre all’Anpi di Treviso e Belluno, ha partecipato l’Associazione Volontari della libertà; presenti anche numerosi sindaci o loro delegati, per Vittorio Veneto la consigliera comunale Mirella Balliana.

il ricordo dei caduti

Edy Fontana, vicesindaco di Limana, ha ringraziato don Egidio dal Magro, il parroco, che ancora una volta ha celebrato la messa. «Sono passati 76 anni da quel 21 settembre quando le brigate Tolot e Mazzini decisero di tentare uno sfondamento sul Fadalto per portarsi a combattere contro il nemico in Cansiglio – ha ricordato Fontana - molti i ragazzi di allora guidati dall’ entusiasmo e coscienti del pericolo, protagonisti della Resistenza e speranzosi, a guerra conclusa parteciparono alla formazione di uno Stato unitario e democratico. Le lezioni della storia non sono servite, i sbagli del passato si riverberano tragicamente in un mondo che vede ancora oggi scenari di guerra».

«NO AL NEOFASCISMO»

Il dramma dell’Afganistan e Kabul evidenzia in modo eclatante come il metodo di voler esportare la democrazia sia tragicamente fallito, ma come invece sia fondamentale trasmettere i valori della pace, della solidarietà attraverso la cooperazione e altri metodi istituzionali. E a conclusione della cerimonia, ancora un forte appello del presidente Anpi.

«Anche nel nostro Paese, gruppi di neofascisti si muovono con troppa libertà, lasciati troppo liberi dalle istituzioni che spesso si dimenticano che nella nostra Costituzione c’è scritto che è impedita sotto ogni forma la ricostruzione del partito fascista. Ma cosa aspettiamo per metterli fuori legge? Forse altre stragi, come piazza Fontana? Chiediamo che la Costituzione sia rispettata». Il prossimo raduno dell'Anpi sarà a metà settembre in Cansiglio, mentre domenica prossima, al Bosco delle Penne Mozze di Cison di Valmarino, si terrà l'annuale evento della memoria da parte degli alpini, quest'anno con il presidente Sebastiano Favero. —



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