«Cinghiali fino alla porta di casa, adesso abbiamo paura»

Continuano gli avvistamenti, ma stavolta gli animali si sono spinti quasi dentro le case. Danni alle coltivazioni  

tarzo

«Stavolta ho trovato i cinghiali sull’uscio di casa. Ho paura per la mia incolumità, ma anche per il raccolto dell’uva». Il grido d’allarme arriva da Sara Meneguz, titolare dell’omonima azienda agricola sulle colline di Corbanese, che già qualche settimana aveva immortalato un branco di chinghiali nella sua tenuta. «Servono misure urgenti», spiega l’imprenditrice.«L’altra sera non so quanti fossero. Sono riuscita ad allontanarli battendo coperchi e pentole. Il guaio è che ritornano. Di sera ho paura persino ad attraversare il giardino».


I residenti della zona, arrabbiati ed impauriti, non sanno cosa fare per difendersi. Secondo la loro testimonianza, i grossi cinghiali affamati invadono i giardini e gli orti privati e lasciano, come traccia del loro passaggio, danni enormi. Grazie al loro olfatto localizzano il cibo anche a piú di cento metri di distanza. «Temo per l’uva, ho il terrore che possa succedere come sui Colli Euganei», racconta Meneguz, «Nei pressi dell’abbazia di Praglia hanno distrutto l’80 per cento dei grappoli d’uva . Ho un terreno sano, pertanto ricco di lombrichi, di cui i cinghiali sono ghiotti. Hanno scorticato ormai più di venti centimetri di superficie del terreno e tutto il sottofila delle viti».

Una sera Meneguz ne ha contati cinque attorno alla sua abitazione. Non è la sola. Gli abitanti hanno segnalato la presenza di cinghiali nelle strade e in diversi giardini. «L’istinto di proteggere la prole puó indurre il cinghiale alla difesa. Potrei essere percepita come un pericolo e venire attaccata», dice l’imprenditrice. Residenti e coltivatori chiedono che le istituzioni facciano qualcosa. «È un’emergenza. L’unico predatore naturale del cinghiale è il lupo, ma non possiamo certo auspicare di riempirci di lupi», spiegano gli abitanti. «Distruggono anche le recinzioni, ma in collina significherebbe non muoversi più con i mezzi. È una emergenza che va affrontata con studio, pianificazione e interventi», conclude Meneguz.

«I cinghiali non sono cacciabili nelle zone coltivate o vicino alle abitazioni», spiega il vicesindaco Gianangelo Bof, «il tema è di carattere politico-venatorio. L’unico modo per affrontarlo è con un piano abbattimenti a caccia libera. Quanto ai danni alle colture, abbiamo soprattutto segnalazioni per il mais e le patate». —



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