Chies-Garbellotto guerra dei sondaggi Di Gaspero: «Sono davvero stucchevoli»

La candidata del centrosinistra: «Non mi spaventano Interviste fatte ad uso e consumo di chi le commissiona» 

CONEGLIANO

È diventata la “guerra dei sondaggi”. Il primo, a metà giugno, commissionato dalla Lega alla Swg, dà in testa Piero Garbellotto con il 36% dei consensi, 8 punti e mezzo di vantaggio sull’ex sindaco Fabio Chies (al 27,5); al terzo posto il centrosinistra col 23% (all’epoca s’ipotizzava la candidatura di Isabella Gianelloni). Dopo un mese e mezzo, la coalizione di Chies affidava a Quaeris una propria ricognizione, con un risultato ribaltato: l’ex sindaco in testa col 31,9, Garbellotto secondo al 25,3, Di Gaspero al 15%. Nell’entourage di Chies si sottolinea, con soddisfazione, che se in poco più di un mese le quotazioni del suo candidato risultano in aumento, mentre scendono quelle del diretto concorrente, Garbellotto, la partita è da considerarsi aperta. Nel centrodestra (Lega, FdI e Civica), invece, si dà per rassicurante un esito così favorevole allo sfidante, Garbellotto, appunto, a tre mesi e mezzo dalle elezioni. E Di Gaspero può solo stare alla finestra? Assolutamente no, risponde la candidata del centrosinistra, osservando, fra l’altro, che gli indecisi popolano tra un quarto ed un terzo del corpo elettorale.


«Non mi spaventano i risultati di due presunti sondaggi effettuati dai candidati - afferma la candidata di Noi Democratici e Progettiamo Conegliano - Sono stati commissionati più di un mese fa, la nostra coalizione non si era presentata né aveva ancora espresso e ufficializzato il nome del candidato. Senza dunque nessuna evidenza scientifica. L’esito di quel sondaggio è comunicato per mera propaganda elettorale. Ogni sondaggio fa vincere il candidato che lo ha commissionato. Piuttosto bizzarro... Solo per creare consenso intorno al candidato».

«La vera domanda che farei nel sondaggio - prosegue Di Gaspero - è: siete contenti della gestione della macchina amministrativa, del progresso, dei servizi, della qualità della vita a Conegliano governata fino ad ora dalle stesse persone e dagli stessi partiti che adesso si ripresentano per amministrarla? C’è un dato che è evidente per Conegliano. La diffusa sensazione che la città ha bisogno di un cambio di passo della politica amministrativa. La città soffre una gestione deficitaria e parti importanti del suo tessuto sono dei buchi neri fin dalle sue zone centrali».

E poi, secondo Di Gaspero, l’assenza di politiche culturali con incertezze per il futuro del teatro Accademia e per il sistema museale. «Con una viabilità soffocante e senza proposte alternative vere (vedi circonvallazione, via Monticano, via Da Vinci, via Lourdes, via Piovesana). L’assenza di una presenza amministrativa nelle regie ambientali, delle iniziative Unesco, della ricerca di eccellenza del Crea, politiche del lavoro e della formazione delle giovani generazioni e dell’offerta di sistema residenziali innovativi e alternativi è del tutto evidente». I cittadini, secondo l’esponente di Noi per Conegliano sanno che questi sono i risultati delle amministrazioni che si sono succedute e che sono state guidate dalla combinazione di coloro che sostengono i candidati che nel sondaggio hanno riscosso il 30 e il 24%. Abbiamo già sperimentato dove possono portarci. Noi siamo calcolati al 15% e la nostra coalizione ha fatto del suo obiettivo quello di dare a Conegliano la qualità e il ruolo che le spetta per la sua storia», conclude la candidata di centrosinistra. —



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