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Una via a Strada: così la Marca vuole ricordare il fondatore di Emergency

Le sinistre di Treviso: al posto di Cadorna. Conte: non cambio nomi, ma valuterò. Montebelluna bipartisan: «Da cittadino onorario merita la nuova ala della Rsa»

TREVISO. Ricordare Gino Strada nella Marca dedicandogli una via, una piazza, una sala. Il giorno dopo la scomparsa del fondatore di Emergency il mondo della sinistra di Treviso capoluogo lancia subito la proposta al sindaco Mario Conte: «Ci facciamo promotori», dice Coalizione Civica di Treviso sposando la proposta del cantautore Alberto Cantone, «affinché una tra le due vie cittadine, via Diaz o via Cadorna, dedicate a due grandi generali di quella drammatica inutile strage che fu la cosiddetta Grande Guerra, nei tempi tecnici e amministrativi previsti per le modifiche di toponomastica, sia dedicata a Strada, uomo e operatore di pace, nel ripudio di tutte le guerre. Una richiesta che facciamo negli stessi giorni in cui imperversano in Italia le vergognose proposte di intitolare vie e piazze a gerarchi fascisti o addirittura a Hitler. Siamo certi che il fondatore di Emergency meriti che gli venga dedicato un luogo importante della città, un luogo in cui il maggior numero possibile di cittadini, visitatori e turisti possa notare la scelta della città di Treviso. Ringraziamo Alberto Cantone che per primo ha lanciato pubblicamente questa proposta».

Lo stesso sindaco leghista Mario Conte, subito dopo la scomparsa di Strada, ha detto: «Molte volte i punti di partenza dei ragionamenti erano diametralmente opposti ma gli obiettivi comuni erano sempre il bene della e delle persone». E oggi, alla richiesta di Coalizione Civica, non chiude: «Invito l’amico Cantone a venirmi a trovare. Ma non cambiamo il nome delle vie esistenti. Ci sono tanti trevigiani in attesa di essere ricordati. Comunque... vedremo».

Ma se ne parla anche a Montebelluna, di ricordare Strada: la città di cui il fondatore di Emergency era cittadino onorario con la sua organizzazione umanitaria fin dal 2003 vuole dedicargli qualcosa: un’area pubblica o un edificio. Su questa linea sono d’accordo sia maggioranza che opposizione.

«Intitolare una via a Strada non è possibile perché devono passare prima dieci anni dalla sua morte», dice il sindaco reggente, il leghista Elzo Severin, «Ritengo però giusto dedicare qualcosa a questo nostro cittadino onorario e personalmente penso che l’azione più opportuna sia intitolargli la nuova ala della casa di riposo Umberto I in costruzione. Trattandosi di una struttura a servizio di persone fragili la vedo più coerente di altri spazi con l’attività umanitaria che ha sempre portato avanti».

Sulla stessa linea è anche il candidato sindaco del centrosinistra Loreno Miotto: «Va benissimo dedicargli la nuova ala della casa di riposo» afferma il candidato sindaco di Montebelluna Insieme, «ma in alternativa vedrei bene intitolare a Gino Strada la parte del parco Bertolini diventato di proprietà pubblica». In questo secondo caso si tratterebbe di quegli 11 mila metri quadri di un parco storico in centro città acquistato dal Comune di Montebelluna che devono essere sistemati e attrezzati a parco per essere aperti al pubblico.

Non si sbilancia su proposte specifiche invece il candidato sindaco del centrodestra, il leghista Adalberto Bordin: rimette infatti a un confronto tra tutti i consiglieri comunali la decisione su intitolare o meno qualcosa a Strada. «Gino Strada ha avuto la cittadinanza onoraria della città, quindi è stato uno di noi, inoltre stiamo parlando di un personaggio notevole» spiega Adalberto Bordin, «Ma proprio perché era cittadino onorario, al netto della normativa in merito alle intitolazioni, che è alquanto complessa e va analizzata per non compiere passi falsi, è giusto che una decisione del genere nasca dal confronto tra i rappresentanti di tutta la popolazione, che sono i consiglieri comunali. Quindi discutiamone tra maggioranza e opposizioni e in quella sede prendiamo una decisione».

Procedura su cui concorda anche Loreno Miotto: «È una idea» dice infatti il candidato sindaco del centrosinistra, «da condividere con tutti».

Ma alla fin fine il candidato sindaco del centrodestra e attualmente capogruppo della Lega, Adalberto Bordin, sarebbe favorevole o no a intitolare uno spazio, un edificio al fondatore di Emergency? «Ripeto: ci vuole una concertazione tra tutti per prendere una decisione di questo tipo. Non credo alla validità di iniziative individuali».

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