Noi la Civica insorge contro il ripescaggio della bretella

CASTELFRANCO

Fortemente osteggiata, sospesa, sembrava addirittura cancellata: ma continua ad essere inserita nel piano triennale dei lavori pubblici.


Si tratta della bretella che dovrebbe collegare Borgo Pieve a Borgo Padova, tagliando l’area verde tra l’asilo Umberto I e la scuola della Pieve. Un progetto che già quando era stato presentato aveva fatto sollevare gli scudi tra i residenti di Borgo Pieve, in quanto si tratta di una strada che incrementerebbe il traffico nella zona e la priverebbe di un polmone verde. Poi si è aggiunta una raccolta di firme arrivata a 30 mila adesioni.

Ad accorgersi che nonostante tutto il progetto sopravvive è la lista di opposizione Noi La Civica che ha spulciato il Dup, il documento programmatico dell’amministrazione Marcon: «Le sorprese non sono mancate», spiega la capogruppo Maria Gomierato, «Oltre al progetto della piscina, che continua tranquillamente il suo percorso cancellando il Parco dei Marinai abbiamo ritrovato un’altra vecchia conoscenza che ritenevamo oramai superata e cancellata a furor di popolo. La strada di collegamento Borgo Pieve e via Matteotti è ancora in programma. Nel 2023 sono messi a bilancio i 700 mila euro previsti per la realizzazione della strada che distrugge il parco dell’asilo Umberto I. Praticamente rinviato di un anno, ma il progetto resta in programma. Ci chiediamo che senso abbia mantenere a bilancio una posta, quando in ogni sede e con le più evidenti ragioni la scelta è stata bocciata. Per l’impatto ambientale, per lo scotto pagato da due scuole primarie e dell’infanzia, per la sicurezza di bambini, genitori e insegnanti, per la palese inutilità dell’opera e per le criticità che genera in Borgo Pieve. Bocciata dai nove consiglieri di opposizione ma anche da tutta la cittadinanza che ben conosce quello storico borgo, lo vive e lo frequenta».

E se le sorprese non sono mancate, non sono neanche finite: perché Noi La Civica ha trovato un altro punto dove aveva dato battaglia, ovvero l’alienazione di Casa Caon in viale Europa.

«Un edificio di pregio, uno degli ultimi esempi di edilizia rurale del secolo scorso, viene messo in vendita» prosegue Gomierato «è stata cancellata la destinazione a servizi pubblici (scuola, asilo, centro anziani, centro culturale, centro di quartierer) voluta dal Piano Regolatore del 2004 per salvaguardare il manufatto e garantire alla Casa e all’area tutto intorno un ruolo pubblico a servizio della residenza. Perché non sorgano solo negozi, supermercati, centri medici o condomini, al confine con il Parco del Quartiere Abruzzo», conclude Maria Gomierato, «Ora Casa Caon è nell’elenco degli immobili da alienare nel corso di quest’anno e il prezzo a base d’asta è di 650 mila euro. Guarda caso, si tratta di una cifra vicina ai 700 mila euro necessari per la bretella di Borgo Pieve. Non sappiamo se si tratti di una coincidenza ma il sospetto viene. In consiglio comunale o in commissione, qualcuno dovrà spiegare la ragione di questo “amministrare” dove si è perso l’orizzonte del bene comune». —



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