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Legambiente: «Il Piave sta bene ma si sfruttano troppo gli alvei»

Dai campionamenti effettuati dal Bellunese fino alla foce la qualità dell’acqua è buona, il fiume però soffre gli utilizzi intensivi dell’uomo per urbanizzazione e agricoltura

SUSEGANA. Il Piave sta meglio degli altri corsi d’acqua del Veneto. Il fiume gode di un buono stato di salute, ma deve fare i conti con un notevole sfruttamento umano. Cave e impianti idroelettrici lo aggrediscono a monte e nel medio corso, con le conseguenze che si ripercuotono fino alla foce di Jesolo.

I dati emergono dal recente monitoraggio compiuto da Legambiente, in sinergia con Arpav, in occasione di Operazione Fiumi, la campagna per la tutela dei corsi d’acqua veneti.

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