Contenuto riservato agli abbonati

Pattuglie in acqua sul Sile nel Trevigiano contro le corse dei barchini

Domenica prima uscita del servizio di soccorso e monitoraggio del Parco con la Fisa. «Garantiamo assistenza e vigilanza anche ai tanti turisti su canoe e kayak»

TREVISO. Un po’ bagnini un po’ guardie ecologiche, un po’ primo soccorso, un po’ polizia locale. La prima pattuglia di controllo lungo il fiume Sile è scesa in acqua ieri con il classico gommone arancione. A bordo il personale dell’Ente parco Sile, un cane e un istruttore della Fisa, la federazione salvamento acquatico.

Il servizio

L’obiettivo del servizio, attivo alle 9.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 18 anche le prossime domeniche, è tenere sotto controllo tutto il percorso del Sile dal “cimitero dei Burci” fino al porticciolo di Cendon di Silea con l’obiettivo man mano che passeranno le settimane, di allungare il servizio anche più a valle raggiungendo Sant’Elena e magari anche Casale. Si è partiti dal tratto di fiume più frequentato, per «attirare l’attenzione sull’importanza di rendere sicuro il Sile» dichiara il Presidente dell’Ente Parco Sile Arturo Pizzolon, «Questa idea fa parte di un progetto più ampio che prevederà altre azioni che vedranno coinvolti tutti i Comuni rivieraschi. Il progetto è di riuscire a far vivere il Sile, sensibilizzando i cittadini e i visitatori non solo ad amare il fiume ma anche a prendersene cura».

Barchini e “bagnanti”

Negli ultimi anni, anche grazie al traino della Grenway, la ciclabile che corre sulle sponde del fiume, e alla crescita esponenziale del turismo di prossimità e delle escursioni all’aria aperta, il Sile si è fatto più frequentato. Si sono moltiplicate le canoe in affitto e i kayak della domenica, sono arrivati i Sup del Surf club Venezia (che ha ora una base nell’ansa del porticciolo di Sant’Elena), sono tornate le barche elettriche (Da Sant’Elena e da Casier) e anche i barchini privati (molti dei quali erano finiti sotto la lente del parco per velocità pericolose).

Il tutto nel via vai delle House Boat con sede a Lughignano che sabato e domenica hanno i loro principali giorni di arrivi e partenze. Il servizio di vigilanza punta a mettere in sicurezza il traffico debole (ovvero quello a remi) tenendo sotto controllo quello dei mezzi a motore a cui è imposto un limite di velocità di 8 km/h, poco più di 4 nodi per la nautica. Occhio alle “corse”, ma anche alla sicurezza di chi pagaia lungo il fiume (di qui anche l’utilizzo dell’unità cinofila di soccorso in acqua), e potenzialmente di chi lo costeggia piedi o correndo in bici visto che il gommone dell’ente parco è stato dotato anche dei sistemi di primo soccorso con defibrillatore.

Tanti curiosi e barche frenate

«La prima giornata è stata tranquilla» ha detto ieri sera il presidente dell’Ente Parco, «il tempo ha dissuaso molti dal mettersi in acqua, ma come prima volta è stata sicuramente utile. Molte le richieste di informazioni alla vista del gommone con i lampeggianti, una presenza che ha frenato tutte le imbarcazioni che incrociava». Risultato raggiunto e quindi buona la prima. Soddisfazione per l’Ente Parco mentre lungo il Sile l’allerta per i controlli sta già passando di bocca in bocca. Ringrazia anche la fauna, spesso sballottata tra le onde del via vai dei motori un po’ troppo esuberanti per un parco naturale. 

Video del giorno

Homeschooling, il racconto di Morena Franzin: "Tre figli che studiano a casa, nessun rimorso"

Barbabietola con citronette alla senape e sesamo

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi