Ennesima rissa con cameriere preso a bottigliate. Raffica di denunce

Nel parapiglia avvenuto nella notte in piazza Brescia coinvolti anche giovani residenti in provincia di Treviso

JESOLO. Violenta lite nel cuore del lido, cameriere aggredito e colpito da una bottigliata in testa. È accaduto sabato notte, intorno alle 2.30, tingendo di rosso sangue la zona di piazza Brescia a Jesolo che in pochi minuti è stata invasa dalle volanti della polizia e l'ambulanza del 118.

L’aggressione ha coinvolto complessivamente una decina di persone, già identificate dalla polizia intervenuta sul posto dopo la chiamata di emergenza da parte di altri avventori. Nove dei ragazzi e ragazze sono di etnia senegalese, ma residenti tutti tra le province di Venezia e Treviso.

Sembra che la lite si sia accesa quando uno dei giovani senegalesi è transitato velocissimo con una bici elettrica lungo la pista ciclabile che passa davanti al locale di piazza Brescia. Uno dei dipendenti ha redarguito il ciclista scapestrato e incosciente perché avrebbe potuto investire qualcuno.

E in quel momento sarebbero volate reciproche offese che hanno corroborato la lite. Dalle parole e offese, forse anche a fondo etnico come accade in questi casi in cui si perde facilmente il controllo, sono passati ai fatti e nel frattempo si sono radunati gli altri amici del ciclista.

L’atmosfera si è surriscaldata improvvisamente. Uno dei ragazzi senegalesi ha preso in mano una bottiglia di vetro che ha rotto in testa al dipendente del locale, procurandogli delle ferite al capo che hanno preso a sanguinare coprendo il volto di sangue.

Gli schizzi hanno raggiunto anche l’aggressore. Nel frattempo è stata chiamata la polizia del commissariato che ha inviato sul posto le pattuglie.

Gli agenti del Commissariato di Jesolo hanno identificato tutti i presenti, compresi i nove africani e il cameriere, che è dovuto ricorrere alle cure mediche al pronto soccorso e anche a qualche punto di sutura.

Fortunatamente le sue condizioni non sono gravi. L’aggressore sarebbe fuggito nella direzione della spiaggia, dileguandosi nella notte. Sono ora in corso le indagini della polizia, in attesa di eventuali altre denunce relative al violento e sanguinoso episodio di piazza Brescia. L’ennesimo in una notte comunque movimentata, in cui sono stati segnalati altri litigi e violenze, meno gravi, in varie zone del lido.

Nei giorni scorsi, i carabinieri hanno individuato dopo alcune settimane gli autori dell’aggressione a un giovane in via Pindemonte. Si tratta di due padovani. I carabinieri di Jesolo hanno denunciato i due uomini, di 24 e 19 anni, per rapina aggravata in concorso e lesioni per detenzione abusiva di arma bianca. La notte del primo weekend di luglio erano scesi con altri coetanei da un'utilitaria di colore bianco per aggredire un 19enne di San Donà, colpito con calci e pugni e, con tutta probabilità, anche un coltello, derubandolo dello zaino.

È insomma una sequenza impressionante di liti e scontri violenti al lido dall’inizio dell’estate. Il sindaco Valerio Zoggia aveva già lanciato l’allarme a inizio giugno. Dopo i primi sopralluoghi con la polizia locale jesolana in piazza Mazzini ha visto con i suoi occhi come i giovani trascorrevano il sabato sera a Jesolo e ha subito messo tutti in allarme. Firmata l’ordinanza antialcol, dalle 16 di venerdì e sabato, ma questo mese tutti i giorni fino a ferragosto almeno, ha disposto anche una ventina di stewards che hanno il compito di informare sui contenuti dell'ordinanza allargati a tutta la città tra le zone pubbliche e la spiaggia, ma anche collaborare con le forze di polizia. In spiaggia ci sono poi gli stewards dei consorzi a controllare.

Mai come quest’anno la città è sotto sorveglianza. «Abbiamo fatto tutto il possibile - ha detto il sindaco Zoggia - per cercare di garantire la sicurezza al lido».

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