Contenuto riservato agli abbonati

Treviso, leader della protesta “no pass” si ammala di Covid e insulta ospedale e sanitari. L’Usl 2 querela

Bonaldo va all’attacco su Facebook dopo che la sua polmonite da Covid era diventata di pubblico dominio. Benazzi: «Lo denuncio». Tensioni e minacce in piazza

TREVISOLo scontro fra l’azienda sanitaria e il mondo “No pass”, “No mask”, “No vax” e declinazioni varie vive un altro momento di tensione: uno dei leader della protesta, Devis Bonaldo, ha pesantemente insultato il personale dell’ospedale sul proprio profilo Facebook, per tutta risposta il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi, ha deciso di querelarlo. Scontro solo ideologico, per fortuna, in Piazza dei Signori, teatro ieri di una nuova manifestazione “No Green pass”, con presenze dimezzate rispetto alla prima protesta di una settimana fa, ma con qualche momento di tensione quando un operatore televisivo è stato insultato e strattonato.

Il braccio di ferro

Bonaldo non ha accolto con favore, per usare un eufemismo, la notizia della sua positività al Covid. Il leader della protesta, risultato positivo nei giorni scorsi, è finito al pronto soccorso per una lastra ai polmoni a causa di un principio di polmonite da Covid. Non è stato ricoverato: ha deciso di seguire una terapia domiciliare a casa, e attenderà di negativizzarsi a domicilio.

Ma a far infuriare il leader “Free vax”, cioè non contrario a priori ai vaccini ma al loro obbligo, è stato il fatto che la notizia sia diventata di pubblico dominio. Su Facebook Bonaldo ha usato la mano pesante: «L’ospedale è un altro covo di criminali - ha scritto venerdì pomeriggio - se hanno violato la mia privacy per riferirlo ai giornalisti».

Il tutto accompagnato da una serie di epiteti poco lusinghieri. Benazzi ha risposto con due parole: «Lo quereliamo». Non sarà il primo né l’ultimo: più volte l’azienda sanitaria è dovuta ricorrere alle vie legali per attacchi al suo operato, soprattutto se si parla di Covid, tamponi, vaccini.

Cinquecento in piazza

Ieri pomeriggio la città ha assistito alla seconda manifestazione “No pass” nel giro di una settimana. Molti più spazi vuoti in piazza, anche se non sufficienti a garantire il distanziamento sociale, e massiccia presenza delle forze dell’ordine. Dal palco soliti slogan contro la campagna vaccinale e la «segregazione tecno-sanitaria», minacce a operatori televisivi, giornalisti e fotografi e insulti anche a Zaia, la cui colpa secondo i manifestanti sarebbe quella di aver organizzato, sostenuto e incentivato la campagna vaccinale in Veneto. Dai trevigiani di passaggio tanta indifferenza ma anche qualche critica: «Se poi i contagi risaliranno e torneranno le chiusure, dovremo ringraziare queste persone in piazza oggi senza mascherina»

Video del giorno

Homeschooling, il racconto di Morena Franzin: "Tre figli che studiano a casa, nessun rimorso"

Barbabietola con citronette alla senape e sesamo

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi