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Treviso, in primavera giù 11 palazzine dell’Ater lungo la Feltrina

Le undici palazzine realizzate nel 1952 su progetto di Perusini tra Feltrina e via Castagnole

L’agenzia residenziale ha chiuso il confronto con i residenti rimasti. Dal Zilio: «Entro la fine dell’anno trasloco per tutti»

TREVISO. La settimana scorsa l’Ater di Treviso ha concluso i confronti faccia a faccia con ciascuna delle trenta famiglie che ancora risiedono nella storica area residenziale popolare tra via Feltrina e via Castagnole. Incontri a cui ha partecipato anche il neo presidente Ater Mauro Dal Zilio e che sono serviti a dettare alle famiglie il crono programma per il loro trasloco.

L’obiettivo, comune, è quello di trovare una soluzione per tutti i nuclei entro ottobre e novembre, perché il traguardo da raggiungere è quello di vedere l’intero rione popolare svuotato entro la fine dell’anno.

«Sono stati confronti franchi, chiari, assolutamente sereni» specifica per l’Ater di Treviso Dal Zilio, «Sono state illustrate a tutte le famiglie rimanenti le ragioni del trasloco, che è inevitabile, e sono state ventilate le varie possibilità per il loro trasferimento chiarendo a tutte che sarà un accordo mirato a rispondere alle loro necessità, ma in base alla disponibilità di Ater».

Ai confronti ha partecipato anche l’assessorato al sociale del Comune di Treviso perché è probabile servirà anche un aiuto forse temporaneo per reperire tutti gli immobili necessari a svuotare in tempi brevi le 11 palazzine al confine del quartiere di San Liberale.

Il cronoprogramma della Agenzia regionale per l’edilizia residenziale, l’Ater, comunque è netto: entro fine anno il trasloco delle famiglie e a primavera l’avvio del cantiere per la demolizione scientifica delle 11 palazzine edificate negli anni 50.

Ater ha già assegnato la progettazione esecutiva del cantiere; non vuole perdere tempo e non può farlo visto che la gran parte dell’investimento è finanziato da fondi Cipe ed Europi, quindi a scadenza. Il progetto, stando alla nuova normativa comunale, dovrà anche passare anche il vaglio del Comune di Treviso per avere l’autorizzazione alla demolizione delle palazzine trattandosi di immobili dei primi del 900 inseriti nella lista dei beni da tutelare che il Comune ha recentemente vincolato imponendo che ogni cantiere che li riguardi passi il vaglio politico.

Problemi non dovrebbero essercene, visto che lo stesso sindaco Conte ha già promosso l’intervento inserendolo nel suo maxi progetto per la riqualificazione di San Liberale, ma sarà un passaggio in più. A facilitarlo il fatto che la ricostruzione avverrà secondo moderni standard ecologici e costruttivi.

«Non sarà una demolizione tout court» spiega Dal Zilio, «ma un’operazione volta a reperire attraverso le demolizioni parte del materiale che servirà alle nuove edificazioni». Lì si prevedono circa 160 nuovi appartamenti (oggi sono 88, sfitti 50) dall’altissimo standard ecologico e improntati al tanto richiesto social housing.

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