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Progetto da due milioni per lo stadio Opitergium I pompieri verso Oderzo

NICCOLò BUDOIA
1 minuto di lettura

ODERZO

Un progetto da due milioni di euro per sistemare del tutto lo stadio Opitergium, riportando la pista d’atletica a una condizione che ne consenta l’utilizzo per le gare agonistiche e sostituendo le torri faro che illuminano i campi. Inoltre, il campo di allenamento diventerà tutto sintetico in modo da permettere a prima squadra e giovanili di allenarsi senza sprofondare nel fango quando piove ed evitando di massacrare il campo principale.

È questo il progetto presentato al consiglio comunale dalla giunta di Maria Scardellato, che ha previsto di fare questi lavori nel 2022 (quindi nell’anno successivo alle elezioni): 1,75 milioni di euro arriverebbero dal bando Sport e salute 2021 (lo stesso che due anni fa aveva portato in città 450 mila euro per gli spogliatoi della palestra Amalteo) e 250 mila euro dovrebbero essere pronti grazie al conto termico. «Le nuove torri faro consentono di risparmiare molto in termini di energia elettrica», ha sottolineato il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Vincenzo Artico. In questo modo caleranno anche le bollette, tutte in carico all’Opitergina: la società biancorossa era arrivata a pagare qualcosa come 53 mila euro l’anno di riscaldamento e luce. Artico ha proseguito ricordando gli altri lavori sullo stadio finanziati dall’amministrazione, dai bagni delle tribune ai lavori sull’illuminazione delle vie di fuga necessari a consentire all’Opitergina di giocare le partite in notturna in casa. Questi nuovi lavori sono stati approvati nella sostanza dall’intero consiglio comunale: M5s, Pd e la consigliera Lucchetta si sono astenuti per altri lavori contenuti nella programmazione triennale proposta dalla giunta di Maria Scardellato. Durante il consiglio comunale la sindaca ha rivelato come l’intenzione dei vigili del fuoco sia quella di trasferirsi da Motta verso Oderzo e di creare la loro nuova caserma all’interno dell’ex Zanusso. Da poco è stata scartata l’ipotesi di destinare loro una zona del Parco Stella, giudicata in un primo tempo più facilmente utilizzabile per la vicinanza alla circonvallazione.

A stoppare quest’opzione è stato il Ministero dell’interno, preoccupato dal fatto che le opere idrauliche da affrontare fossero più costose nel Parco: «Abbiamo provato a spiegare che non era così, ma questa è la loro decisione. La accettiamo comunque di buon grado», ha assicurato il primo cittadino, che poi ha lanciato la proposta di immaginare il futuro dell’ex caserma insieme a tutti e cinque i candidati sindaci. —

NICCOLò BUDOIA

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