Zaia: «Giù le mani dal nostro Prosecco Basta critiche all’impegno dei Consorzi»

Il presidente replica agli attacchi dei comitati, alla lettera aperta dei parroci, alle accuse di Zanoni «Monocoltura? Il 52 per cento delle colline Unesco è bosco. Gué Pequeno? Una buona pubblicità»

CONEGLIANO

«Giù le mani dal Prosecco». Il governatore Luca Zaia approfitta della platea al Sarcinelli di Conegliano, radunata per la presentazione del logo delle Colline Unesco ideato da Matteo Astolfi, per lanciare il suo monito. E’ diretto, senza nominarli, al consigliere regionale Andrea Zanoni e al Pd. Anche ai parroci della lettera aperta. Si sa, ad esempio, che non gli è affatto piaciuta l’accusa di Zanoni di voler trasformare in alberghi le stalle delle colline. Il presidente in verità dà ragione ai contestatori dell’abuso di pesticidi e diserbanti quando dice che, ma non accetta – lo ribadisce – critiche all’impegno dei Consorzi per la sostenibilità. I Consorzi del Prosecco primi in Italia, su questa frontiera. Primo il Docg a bandire il glifosato. In particolare respinge come improponibile il confronto tra la capannonizzazione del territorio e l’espansione viticola, perché – ricorda – i vigneti ci sono sempre stati, molti ben prima delle industrie.


Ricorda pure che sulle colline Unesco il bosco copre più della metà del territorio, il 52%, per cui la biodiversità è garantita. Una biodiversità valorizzata, quindi coltivata, perché altrimenti – ricorda ancora Zaia ai detrattori del Prosecco – su queste rive oggi crescerebbero soltanto rovi. Ma il presidente ne ha ancora per coloro che si sono indignati per il bagno nel prosecco. Intanto, fa capire, non era Docg, ma solo acqua e scarti di vino. Ed in ogni caso – si chiede – quanto ci sarebbe costata una pubblicità alle nostre colline come quella promossa dall’azienda di San Pietro di Feletto? I temi di stretta attualità sono tornati anche con l’intervento dell’assessore Federico Caner, che ha ringraziato la Guardia di Finanza per il sequestro di Prosecco che tale non era.

C’è stato il ricordo di Leopoldo Saccon, prematuramente scomparso, che ha dedicato anni della sua vita alla promozione della candidatura Unesco. «A lui questo territorio sarà sempre grato per l’impegno e la passione profusi nel valorizzarlo» ha detto Marina Montedoro, presidente dell’Associazione. Oltre i 40 partecipanti al bando per il logo. Il vincitore è l’architetto Matteo Astolfi, il cui logo, come si legge nella motivazione ufficiale «unisce tutti gli elementi necessari ad una comprensione immediata del progetto: colline, viandante, il camminare e la foglia. Semplice, intuitivo è facilmente declinabile e si memorizza facilmente». Come ha precisato il presidente dell'Ordine degli Architetti Marco Pagani, il logo identificherà il nuovo Cammino delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene che, con partenza da Vidor e arrivo a Vittorio Veneto, si svilupperà sul crinale delle colline per 52 km, in 4 tappe. Per le colline Unesco, Zaia ha detto di prevedere che i 250 mila turisti di oggi possano moltiplicarsi fino a un milione e mezzo entro il 2020. Ma come accoglierli, ecco il punto. I sentieri sono importanti, ma non bastano da soli. E l'interesse per le Colline Unesco è davvero enorme se gli invitati ieri mattina erano così numerosi da occupare perfino via XX Settembre. —



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