Una nuova metropolitana di superficie lunga tredici chilometri e con 9 fermate

Il progetto per la città coinvolge anche l’Electrolux di Susegana e San Giacomo di Veglia «Consentirebbe a diecimila lavoratori e altrettanti studenti spostamenti più rapidi ed ecologici»

CONEGLIANO

Una metropolitana di superficie per sgravare di traffico la città: è questa la proposta della lista civica di centrosinistra “Noi per Conegliano”. Il gruppo urbanistica della civica, che candiderà a sindaco Francesca Di Gaspero, ha lavorato ad un progetto innovativo per la viabilità cittadina, per studenti e pendolari e in chiave di sviluppo turistico. Un sistema che sfrutti le rotaie esistenti e ne crei di nuove: 13 chilometri con nove fermate, dalla zona industriale di San Giacomo fino all'Electrolux, passando attraverso Conegliano, il cui snodo fondamentale sarebbe l'attuale stazione ferroviaria.


IL PROGETTO REGIONALE ARENATO

«Sul progetto regionale della metropolitana di superficie, in cui Conegliano comunque restava periferica, si sono sprecati fiumi di inchiostro e di risorse per progetti e investimenti poiché ritenuta strategica per la mobilità del futuro, fino all’abbandono del 2018», spiegano gli architetti Italo Rebuli, Carlo Dal Vera, Michael Carion e l'urbanista Amedeo Fadini, che hanno così elaborato un nuovo piano viabilistico. «Si può immaginare un servizio metropolitano di superficie in grado di cogliere le sfide future di una mobilità sostenibile – spiegano - facendo assorbire a questa struttura una parte notevole dei flussi in entrata e in uscita. Siamo certi che da soli non è possibile realizzarlo ma se c’è l’accordo dei Comuni interessati e l’impegno a stendere un buon progetto, sarà possibile accedere a fondi strutturali, ad esempio tramite il Por Fers 2021-2027».

LE FERMATE

Il gruppo di professionisti di “Noi per Conegliano” ha quindi studiato una mobilità “ad hoc” per lavoratori e studenti. Sono circa diecimila gli occupati nella zona produttiva di Conegliano-Vittorio Veneto, e diecimila sono anche gli studenti che gravitano su Conegliano. Queste le fermate individuate, da nord a sud: zona industriale di San Giacomo-Scomigo (Distretto industriale delle Prealpi Trevigiane), Menarè, Gai, Monticella, stazione ferroviaria, ospedale, campus scolastico Cerletti-Galilei-Da Collo, zona industriale dei Campidui, stabilimento Electrolux a Susegana.

I PROBLEMI DEL TRAFFICO

Nelle ore di punta le strade cittadine si intasano, la metropolitana di superficie garantirebbe spostamenti rapidi, meno inquinamento e renderebbe Conegliano più attrattiva. «Oggi chi usa il treno arriva in centro – osservano - poi si distribuisce come può, i servizi collegati sono pochi: taxi, 20 bici a noleggio vincolato di 15 anni fa, biciclette private in preda ai vandali, autobus con frequenze dilatate e nessuno vantaggio rispetto all’auto, mancano biglietti o abbonamenti integrati, è inesistente l’offerta. La stazione è punto di partenza e di arrivo di lavoratori, studenti, turisti verso altri centri di interesse che vanno e vengono in centro città in auto, in ore di punta, causando disagi e intasamenti, sfruttando i parcheggi centrali per stalli giornalieri». La tranvia a Padova, dove da un decennio vi ad una linea attiva e ve ne sono in progetto altre due, o il People Mover di Venezia, sono degli esempi sostenibili. —



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