«Terraglio Est, altro che bosco È un’altra colata di cemento»

L’associazione Salvaguardia ambiente Treviso e Casier ha commissionato i suoi rendering, che risultano assai difformi da quelli di Veneto Strade

Quando hanno visto il progetto del Terraglio Est immerso in un bosco degno della Foresta Nera, grazie ai render forniti da Veneto Strade alla Provincia per la valutazione d’impatto ambientale, hanno avuto qualche dubbio. «Siamo sicuri che il risultato sarà proprio questo?», si sono chiesti dall’associazione Salvaguardia ambiente Treviso e Casier. Da qui l’idea di realizzare dei render alternativi, che mostrino comediventerà (a loro dire realmente) il quartiere di Sant’Antonino una volta realizzata la nuova arteria. I render sono stati inviati alla Soprintendenza, che nelle osservazioni al progetto aveva chiesto di riconsiderare il tunnel per salvaguardare la villa e le campagne a sud della città. «Abbiamo scelto visuali prossime a villa Candiani per far comprendere che non è vero, come si legge nel documento di Veneto Strade, che “tale soluzione (il sottopasso) riduce al minimo i possibili impatti verso la villa in quanto i veicoli passano al lato del compendio sotto al piano campagna e riemergono oltre l’area vincolata”. La strada è posta esattamente in aderenza all’area tutelata», dice Roberto Rasera, presidente dell’associazione.

Di tempo per convincere la Soprintendenza a votare contro il Terraglio Est non ne resta molto. Il prossimo 5 agosto in Provincia si terrà la conferenza dei servizi, che sarà chiamata ad esprimersi sul progetto. Il comitato non è nemmeno convinto dai nuovi studi sui flussi di traffico prodotti da Veneto Strade. Nel primo progetto presentato al Sant’Artemio mancava un’analisi degli sviluppi previsti nell’area, dove in pochi anni arriveranno anche la Cittadella della Salute e la lottizzazione Sant’Antonino 1. «Non si considera minimamente il traffico generato dalla costruzione di nuovi parcheggi nell’area dell’ospedale. Tanto più che, negli scenari del Pums, proprio i parcheggi dell’ospedale devono diventare polo scambiatore a servizio della città», prosegue Rasera.


Secondo l’associazione manca la risposta alla domanda principe del Terraglio Est: che effetto avrà, considerati gli insediamenti in arrivo, sulla zona rotonda dell’ospedale/via Venier, già oggi congestionata? «Lo studio suggerisce che buona parte del traffico aggiuntivo si riversi su via Cittadella della Salute, ma non si quantifica né se ne analizzano gli effetti sull’area. Il tutto viene banalmente liquidato con un generico riferimento a criticità nelle ore di punta»

Infine il nodo A27, da cui ogni giorno verrebbero drenati 5 mila veicoli sui 25 mila totali. «A differenza di quanto asserito in numerose occasioni, lo studio evidenzia che la nuova arteria drenerà traffico dalla A27. Questa conclusione, unita al decremento sul Terraglio storico che viene sempre attestato intorno al 10% e quindi certamente in modo non risolutivo, conferma che il Terraglio Est si configura solo come comoda alternativa del collegamento Passante-Treviso, portando verso la città», concludono dall’associazione, «quote di traffico aggiuntive che l’area non è in grado di assorbire». —



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