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Rimborsi mai concessi: stangata da 1 milione alla Previmedical di Preganziol

La società multata con Intesa Sanpaolo Salute (5 milioni) Liquidazioni respinte con pretesti, ritardi, anomalie

TREVISO. Facilissimo assicurare la propria salute e pagare la polizza, meno facile farsi liquidare il costo delle prestazioni sanitarie per le quali ci si era assicurati. Alle volte addirittura impossibile a suon di pratiche rinviate, richieste di documenti aggiuntivi, cavilli, richieste pretestuose. Un atteggiamento che l’Antitrust ha ritenuto colposo, staccato ai danni di Previmedical di Preganziol una multa da un milione di euro, e un’altra stangata da 5 milioni per Intesa Sanpaolo Rbm Salute, il servizio assicurativo legato alla banca.

più no che sì

Pagare non è mai piaciuto a nessuno, ma stando alle risultanze delle indagini condotte dall’Antitrust, tra gennaio 2018 e settembre 2020 Previmedical ha revocato 52.185 autorizzazioni rilasciate in precedenza ad assicurati “MètaSalute”, a prescindere dalla motivazione. Tante, un dato anomalo, soprattutto se condito dal fatto che nello stesso periodo dell’anno ad Altroconsumo (che ha acceso la miccia dell’indagine dell’agenzia per la concorrenza) aveva ricevuto circa 1.000 reclami tra gennaio 2018 e ottobre 2020, nonché dei risultati dell'attività di vigilanza svolta dall'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni che aveva a sua volta constatato oltre 1.100 reclami nello stesso periodo. Numeri da capogiro che hanno dato avvio ad una istruttoria durante la quale alla stessa Antitrust sono arrivate più di 70 richieste di intervento da parte di consumatori che lamentavano altrettante criticità. Nell’occhio del ciclone sempre il tandem Intesa Sanpaolo Rbm Salute, compagnia assicurativa specializzata nell'assicurazione sanitaria, e Previmedical - Servizi per Sanità Integrativa, provider di servizi cui è stata affidata la gestione e la liquidazione delle pratiche di sinistro.

il calvario degli assicurati

Stando alle deposizioni fatte dagli sfortunati assicurati, quando si trattava di ottenere ciò per cui si era pagato, ovvero il risarcimento per prestazioni sanitarie effettuate, ci si trovava davanti un muro di gomma fatto di ritardi nell'erogazione, ritiri di autorizzazioni già rilasciate, difficoltà a contattare l'assistenza clienti, arbitrarie limitazioni nella prassi liquidativa, respingimenti di richieste con motivazioni pretestuose, richieste pretestuose di integrazione delle domande di rimborso nonostante la documentazione – ha riscontrato l’Antitrust – fosse già in possesso della società. Perfino l’applicazione di regole diverse per ogni risarcimento a parità di prestazione.

muro anche davanti agli oncologici

A rendere ancor più acida la già indigesta gestione di assicurazioni sottoscritte e pagate il fatto che sia stata riscontrata anche l’adozione di procedure dilatorie per autorizzare prestazioni che prevedono cicli di più sedute, come nel caso delle terapie oncologiche, per cui gli assicurati, anche quelli che necessitavano di cure urgenti perchè colpiti da gravi patologie, erano costretti a inviare una specifica richiesta per ogni seduta del ciclo.

intesa si smarca

Intesa Sanpaolo ieri ha voluto sottolineare come «le contestazioni oggetto del provvedimento si riferiscono principalmente al periodo luglio 2018 - luglio 2020, antecedente all’acquisizione di Rbm Salute da parte di Intesa Sanpaolo Vita; acquisizione concretizzatasi l’11 maggio 2020 con la nascita di Intesa Sanpaolo Rbm Salute, compagnia entrata a far parte da tale data del gruppo Intesa Sanpaolo» ha specificato.F.D.W.

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