«Ogni croce bianca è un omicidio» In centinaia con mamma Monica

L’abbraccio con il collega di Mattia Battistetti: «Il carico ci travolse entrambi, io salvo per miracolo»

Monica piange quando abbraccia Arben, l’ultima persona ad aver visto in vita suo figlio Mattia Battistetti. Era il 29 aprile scorso: «Eravamo tutti e due in cantiere» ha raccontato ieri Arben, operaio kosovaro costretto a camminare in stampelle dopo l’incidente, «il carico è caduto dalla gru e ci ha presi tutti e due. Lui non c’è più, è rimasto lì sotto. Io mi sono salvato per miracolo, dopo tre mesi mi sto riprendendo».

L’incidente ha distrutto anche la vita di Monica Michielin, insegnante, mamma di Mattia. Il suo coraggio e la sua caparbietà nel cercare la verità su quell’episodio sono la migliore testimonianza per la campagna contro le morti sul lavoro, e infatti ieri si sono presentati in centinaia ad ascoltarla, in Piazza dei Signori e Piazzetta Aldo Moro, dal palco allestito da Cgil, Cisl e Uil. «Io accuso e pretendo giustizia» ha ribadito Monica con la voce rotta dal pianto, «do la mia voce per ricordare Mattia, Aziz e tutti gli altri che voce non ne hanno più, perché queste tragedie non si ripetano. Ogni morte bianca è un omicidio».


Il presidio di ieri nel centro cittadino, con circa trecento partecipanti (manifestazione regolarmente autorizzata, tutti con la mascherina) è solo il primo. Massimiliano Paglini, segretario generale Cisl Belluno-Treviso, e Gianluca Fraioli, referente della Uil Treviso, in apertura della manifestazione hanno confermato che quello di ieri è stato solo il primo sit-in di una lunga serie: «Le iniziative contro gli incidenti sul lavoro continueranno anche dopo le ferie». Dure le parole di Mauro Visentin, segretario generale Cgil Treviso: «Nella nostra provincia gli incidenti sul lavoro quest’anno sono aumentati del 21 per cento. E continuo a registrare il silenzio degli imprenditori. Dove siete? Perché non avete detto nulla? Perché non siete in piazza con noi e con i vostri dipendenti? Avete reagito solo con la polemica», risposta indiretta ad Assindustria, intervenuta due giorni fa per contestare analoghe critiche dello stesso Visentin e ribadire l’impegno dell’associazione sul fronte della sicurezza.

In piazza ieri pomeriggio c’era anche Andrea Zanoni, consigliere regionale PD: «Sia in questi primi mesi di legislatura che nella scorsa, ho presentato diverse interrogazioni, l’ultima a inizio maggio ancora senza risposta, chiedendo assunzioni negli Spisal e ricevendo sempre repliche di circostanza, senza impegni precisi». In giornata è arrivata anche la presa di posizione del Partito della Rifondazione Comunista: «Si muore sul lavoro perché non vengono rispettate le norme sulla sicurezza, perché mancano i controlli, perché i profitti ed il contenimento dei costi vengono prima delle tutele necessarie». —



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