«Non c’erano alternative al cavalcavia chiuso»

MONTEBELLUNA

«Non c’è stato da parte nostra alcun mercanteggiamento con il comune di Montebelluna, abbiamo solo detto agli amministratori quello che diciamo a tutti gli enti quando ci sono strade comunali interessate dalle deviazioni per chiusura delle regionali. E cioè: considerando che queste hanno fondazioni più leggere e che il transito di mezzi pesanti provoca danni all’asfalto, avremmo eseguito i lavori necessari per riparare gli eventuali danni, compreso le nuove asfaltature»: parole di Silvano Vernizzi, direttore generale di Veneto Strade, relativamente alla chiusura del cavalcavia sulla Feltrina e la richiesta di lasciar passare i camion per Biadene. «Il comune di Montebelluna», precisa Vernizzi, «legittimamente ha negato la deviazione verso Biadene, che sarebbe stata la migliore perché avrebbe consentito ai mezzi pesanti di evitare un percorso di quasi 40 chilometri. Ovviamente ci atterremo alle disposizioni e cercheremo di ridurre i tempi di chiusura del viadotto accelerando per quanto possibile i lavori». Vernizzi ricorda anche i motivi dell’improvvisa chiusura del cavalcavia «Purtroppo (o per fortuna dipende dal punto di vista) rompendo i cordoli di cemento armato per piantare i nuovi guard rail ci siamo accorti che il calcestruzzo era carbonatato per 4-6 centimetri di spessore. Da qui la decisione di chiudere».


Da Montebelluna si torna comunque in pressing: «Veneto Strade dovrà asfaltare le nostre strade in ogni caso, visto quanto sta accadendo» commenta Loreno Miotto, candidato sindaco di Montebelluna Insieme «perché ora il traffico è completamente in tilt. La soluzione che condividiamo è quella di liberalizzare la Pedemontana per evitare l’invasione di Biadene da parte dei camion. Inoltre richiediamo la presenza dei vigili». —



Video del giorno

Turchia, la furia del minatore non pagato: sale sull'escavatore e distrugge i camion

Timballo di alici

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi