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Treviso, i No vax tornano a manifestare: piazza dei Signori verrà transennata

Sabato 31 luglio la nuova protesta. E intanto Devis Bonaldo, leader dei negazionisti, prende il Covid ma lascia l’ospedale

TREVISO. I no “Green pass”, “No mask” e “No vax” tornano a manifestare. E ancora una volta hanno scelto come cornice della manifestazione del dissenso, il “salotto” di Treviso, piazza dei Signori, per avere la massima visibilità. Ma sono pronte le transenne – trapela dal comitato sulla sicurezza organizzato ieri dalle forze dell’ordine – per evitare che troppe persone, come sabato scorso, si riversino in piazza.

Riflettori puntati sulla fetta di popolazione e di categorie che non teme assembramenti né l’ennesima ondata di Covid, ma che ritiene vaccino, mascherina, Green pass, limitazioni della libertà personale non tollerabili. Nel frattempo, però, trapela la notizia che Devis Bonaldo, l’organizzatore delle manifestazioni “No mask” di Conegliano e Vittorio Veneto “In piazza per la libertà”, si sia presentato al Pronto soccorso dell’ospedale di Vittorio Veneto coi sintomi del Covid e delle sue conseguenze polmonari. E dopo le analisi che lo hanno confermato, ha firmato per tornare a casa.

Ma andiamo con ordine. La manifestazione, finora, non è stata preannunciata come invece era avvenuto a Conegliano qualche mese fa, quando ai “No mask” erano state date chiare indicazioni su come gestire l’iniziativa e sui rischi cui sarebbero incorsi. Per questo, questura e prefettura non hanno un interlocutore con il quale interagire. Ieri il Comitato sicurezza si è riunito e, all’ordine del giorno, c’era anche la manifestazione. Il timore è che si ripeta il copione di sabato scorso, quando in piazza dei Signori si sono ammassate duemila persone, con tanto di riprese delle telecamere di videosorveglianza. Una massa critica pericolosa sotto il profilo sanitario, per le conseguenze del Covid, ma anche dell’ordine pubblico. Il prefetto, Maria Rosaria Laganà, ha ribadito che la manifestazione non è stata preavvisata e che i promotori rischiano di essere denunciati. «L’iniziativa deve avvenire nel rispetto delle precauzioni». Pronte, per impedire assembramenti – sabato scorso c’erano duemila persone – transenne per “canalizzare” i manifestanti e tenersi pronti a impedire che troppe persone si riversino in piazza dei Signori.

Nelle prossime ore il questore redigerà un’ordinanza ad hoc, per evitare che si ripetano le scene di sabato scorso e sarà predisposto il servizio di ordine pubblico e sicurezza, onde evitare il mancato uso di mascherina e garantire l’incolumità delle persone. La questura ribadisce che ci sono responsabilità penali a cui si espongono specialmente i promotori.

Il timore delle forze dell’ordine, è che alla manifestazione partecipino infiltrati di frange estremiste che accendano pericolose “micce”. La questura ha identificato alcuni organizzatori dell’iniziativa di sabato scorso, che sono stati già denunciati e segnalati all’autorità giudiziaria. «Faremo quello che c’è da fare» dice il prefetto Laganà, alla domanda su come verrà gestita la situazione. I promotori del raduno “no Green pass” di altri Comuni veneti, per la paura delle denunce stanno preavvisando la questura, ma la prefetta fa sapere che i termini sono comunque scaduti.

Nel frattempo Devis Bonaldo, organizzatore della manifestazione di domenica 18 aprile a Conegliano e della successiva a Vittorio, che ha fatto discutere per la violazione delle norme Covid e fatto arrabbiare il prefetto, ha contratto il coronavirus, tanto da presentarsi al Pronto soccorso di Vittorio Veneto. Bonaldo si è sempre professato per la «libertà vaccinale», sostenendo di non essere un “no mask”. La stessa cosa che ha ribattuto ieri al telefono. Alla domanda: «È vero che ha contratto il Covid?» ha risposto con un «Sono dati che non la riguardano, queste domande mi danno fastidio» ribattendo di essere «contro queste terapie geniche che non sono vaccino» e aggiungendo «Sto bene», anche se faceva fatica a parlare. Sembra che Bonaldo abbia chiesto aiuto al sindaco di Santa Lucia di Piave e medico di base Riccardo Szumski, che però mantiene il riserbo: «Non sono tenuto a rivelare informazioni che riguardano la privacy delle persone». Ma alla domanda diretta: «Quindi non ha curato Bonaldo?». Non ha riposto.

marta artico

Francesca Gallo

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