Vento e grandine sferzano la Marca Stato di calamità

Ieri pomeriggio il maltempo si è fatto sentire nuovamente in Valcavasia e nell’Asolano, inizia la conta dei danni e i sindaci chiedono aiuti allo Stato

ASOLO

Il giorno dopo l’ondata di pesanti eventi atmosferici in tutta la pedemontana e nella Marca i disagi del maltempo non accennano a diminuire. Il tempo di azzardare una prima conta dei danni, tra coperture scoperchiate e coltivazioni messe ko, che già arrivano, nel pomeriggio, nuove grandinate e forte vento.


Ad essere interessata dagli eventi atmosferici è stata ancora una volta la zona dell’Alta Marca e non solo. Alle 18.30 in via Zagaria a Quinto di Treviso un albero è caduto a terra e ha tranciato un cavo dell’alta tensione da venti mila volt: sul posto i vigili del fuoco per la messa in sicurezza e la rimozione delle alberature finite in orizzontale anche nelle vie limitrofe.

Nella zona dell’Asolano sarà inevitabile la richiesta di aiuti. Il bilancio dell’ondata di maltempo che si è abbattuta martedì comprende oltre alla chiesa scoperchiata a Villa d’Asolo, anche la sede della Protezione civile comunale e la bocciofila, nella stessa frazione. Il forte vento ha scardinato anche le finestre della palestra. Per quanto riguarda il luogo di culto l’agibilità non è a rischio: la struttura potrà continuare ad ospitare i fedeli. La guaina di copertura era volata via martedì sera a seguito del fortunale. «Al momento è stata sistemata una copertura provvisoria» spiega il sindaco di Asolo Mauro Migliorini. Tanti anche gli alberi caduti (in via Frattalunga, in via Vallorgana, in via Cogorer e sul sentiero degli Ezzelini): anche per questo è stato chiesto lo stato di calamità. «Non ci resta che sperare che i fondi permettano di ripristinare quanto distrutto» commenta Migliorini. A seguito del maltempo che ha colpito la pedemontana trevigiana e tutta l’area del basso feltrino, anche il Comune di Cavaso del Tomba sta valutando l’opportunità di chiedere lo stato di calamità alla Regione del Veneto. La violenta grandinata ha provocato danni ingenti ai vigneti e alle coltivazioni. I chicchi, grandi come noci, sono caduti incessantemente per oltre dieci minuti e hanno provocato danni ai tetti di alcune case oltre ad aver sfondato i vetri di un’abitazione. Due automezzi si sono trovati con il parabrezza rotto. —

Davide Nordio

Toni venturato

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