Lacrime e palloncini per salutare Simone «Sarai per sempre il mio monello»

Mamma Caterina legge in chiesa parole bellissime e strazianti Un minuto di silenzio osservato in serata al consiglio comunale

ponte di piave

Commossa e numerosa la partecipazione ieri pomeriggio al funerale di Simone Perin, 17 anni, morto martedì pomeriggio in un incidente stradale con la sua moto. Circa 400 persone sono accorse al rito funebre e si sono strette attorno alla famiglia Perin, gravata dall’immenso dolore. La comunità di Ponte di Piave, gli amici e conoscenti del ragazzo si sono riuniti nella chiesa di San Tommaso di Canterbury, nel sagrato e nel salone parrocchiale, allestito per l’occasione per dare l’ultimo saluto a Simone. A seguire il feretro, giunto dall’ospedale di Oderzo, mamma Caterina, papà Mauro e la sorella Alice.


Impossibile per i presenti trattenere le lacrime durante la lettura della commovente lettera della madre, che ha trovato la forza di salutare Simone prima dell’inizio del rito. «Non ci sono parole per descrivere l’amore che si prova per un figlio, non ho parole per descrivere l’amore che provo per te. Un sentimento che non smette mai ed è così grande da non percepire nessun confine. Dal primo momento in cui il tuo cuore ha battuto con il mio, ho capito che eri tu l’uomo della mia vita e sei diventato uomo in così poco tempo che ero abituata a vederti come un bambino. È quello che sarai sempre per me, quel bambino monello che riempiva la mia vita con la sua voglia di vivere dandole uno scopo che ora non sento più. Eri esuberante a volte sfrontato con lo sguardo fiero e sicuro, ma io e tutte le persone a cui hai permesso di guardare oltre conosciamo la tua generosità, il tuo essere premuroso e responsabile. Ci sarà un momento in cui, anche se ora ci credo poco, tutto questo finirà, non il dolore e nemmeno la mancanza, solo la disperazione perché meriti di essere ricordato con affetto e tenerezza. Continuerò a voltarmi, non so per quanto tempo, cercando il tuo sguardo credendo di aver sentito la tua voce, poi un giorno non lo farò più perché mi renderò conto che la tua testa sarà appoggiata alla mia spalla. Ciao amore mio».

Commosso il saluto degli amici, che hanno ricordato con parole di affetto Simone e il suo soprannome “Driblè”, nato da una partita di calcio dopo la visione del film sulle imprese del campione Pelè. A celebrare la messa don Giuliano Comelato, arrivato alla guida della parrocchia l’anno scorso: «Non ho conosciuto Simone, ma sentendo le parole della famiglia e degli amici ho capito che è stata una persona meravigliosa - ha detto il sacerdote durante l’omelia - Arriverà l’ora del ritrovo, in cui incontreremo tutte le persone che abbiamo amato».

Presente l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Paola Roma, che ha indetto un minuto di silenzio al consiglio comunale di ieri sera. Alla fine gli amici di Simone hanno liberato in cielo una sessantina di palloncini bianchi . —



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