Contenuto riservato agli abbonati

L’ex Chiari & Forti venduta all’asta: due milioni e mezzo per 88 mila metri

Due i contendenti, tra cui Bruno Zago. Dopo anni di incuria in arrivo il rilancio per la storica area industriale di Silea

TREVISO. E’ stata venduta la Chiari & Forti di Silea: 88 mila metri quadrati tra archeologia industriale ed ex stabilimenti produttivi sulla riva del Sile, abbandonati da oltre dieci anni.

L’AFFARE

L’acquisto è ancora in attesa del bollo di ufficialità – ci vorranno settimane – ma la vendita dell’area è certa anche perché, a differenza del passato in cui tutti gli esperimenti di vendita erano andati deserti, questa volta le offerte erano almeno due. A gestire la gara anche in via telematica era la Go-real-bid, società specializzata nella gestione delle grandi procedure di vendita giudiziale che gestiva l’affare da un paio di anni assieme al curatore fallimentare. Prezzo a base d’asta: 2,5 milioni di euro, metà di quanto era stato chiesto nell’ultima asta fatta per l’alienazione dell’immobile un anno fa circa (5 milioni e poco più), un sesto rispetto all’iniziale valore di perizia fatto all’inizio dell’odissea legata al ko della Silea Parco srl.

I SOGNI, il CONCORDATO, LE ASTE

La società – satellite dell’Acqua Pia Antica Marcia di Francesco Bellavista Caltagirone ma controllata dalla lussemburghese Gedeam Investments che faceva capo allo stesso imprenditore romano – era stata creata per gestire l’affare Chiari & Forti immaginandone la riqualificazione. In archivio si possono ritrovare anche le foto di questo sogno svanito chiamato “Parco Silea”: è una corale in cui compaiono Giancarlo Galan (ex presidente del Veneto), l’ex presidente della Provincia Muraro, l’ex sindaco di Silea Piazza e Caltagirone, tutti insieme nell’atto di posare la prima pietra di una riqualificazione che poi non si è mai mossa da lì. La società è stata investita dalla bufera del suo patròn ed è andata in concordato. Da lì le aste– ben sette – ogni volta a ribasso. Si era partiti da 12 milioni, si è scesi a 9, poi a 7, poi a 5 e ora a 2,5 milioni di euro. Una cifra che potrebbe non bastare a soddisfare tutti i creditori della Silea Parco, tra cui figurano anche nomi illustri dell’economia trevigiana.

C’ERA ANCHE L’INTERESSE DI ZAGO

L’imprenditore della Progest, che di fatto è anche il vicino di casa della Chiari & Forti, si era affacciato alla porta del Comune e del curatore del compendio già anni fa; immaginava un hotel, una riqualificazione di pregio che unisse natura a nuove opportunità commerciali ma poi non ha mai fatto il passo di presentarsi alle aste. Il sogno però è rimasto nel cassetto, a quanto pare: Zago ha partecipato alla gara al ribasso ma non ha vinto. «Spero che la chiari e forti vada in mano a imprenditori che sappiano cosa farne per il bene del territorio e la bellezza di quel luogo» ha dichiarato ieri Bruno Zago a chiusura dell’asta.

I PASSI DA FARE

La strada per il rinnovamento è ancora lunga, fatta la spesa ci sono gli accordi da trovare con il Comune di Silea (che due anni fa ha rinnovato la convenzione per la riqualificazione dell’area mantenendo gli oneri pubblici previsti anni or sono), c’è da sottoporre il futuro progetto al vaglio di Soprintendenza, Ente Parco Sile, Genio, Provincia, Regione (e chi più ne ha più ne metta), e c’è da investire per la riqualificazione. Federico de Wolanski

Video del giorno

"Un boato e siamo usciti di casa": il racconto dalle zone del terremoto in provincia di Treviso

Burger di lenticchie rosse

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi