Crisi Covid, Sonia aiuta gli artisti «Sono adottati da aziende locali»

Al piano Ultravioletto hanno già aderito Venetian Gold e Plastopiave  Le ditte forniscono le materie prime per due opere, una resta a loro  

IL PROGETTO

«Partendo dal territorio, ho voluto creare qualcosa per aiutare gli artisti e gli ostacoli creati dalla pandemia». Sonia Belfiore, 30 anni, residente e Pieve di Soligo è curatrice e project developer indipendente con già all'attivo una lunga serie di importanti collaborazioni tra cui Artissima, la più importante fiera d'arte contemporanea italiana, e progetti sviluppati per i maggiori brand. Laureata in Storia dell'Arte a Padova e una specializzazione alla Bocconi di Milano, ha sviluppato il progetto Ultravioletto: come una radiazione invisibile lascia la sua traccia, l'idea di Belfiore vuole essere un ponte tra due realtà, arte e industria. «Ultravioletto è un progetto che sostiene e promuove la produzione di giovani artisti italiani - spiega Sonia - configurato come una residenza di breve durata in cui l’artista viene ospitato all’interno degli spazi aziendali per conoscere, sperimentare e declinare secondo la sua sensibilità il know how, i materiali e i prodotti dell’azienda al fine di realizzare due opere: una destinata all’artista e una seconda che rimane all’azienda. L’artista, usando l'arte contemporanea ha modo di conoscere e farsi conoscere». «In Italia gli artisti, specialmente se non sono rappresentati da gallerie, si devono fare carico dei costi di produzione delle opere - continua la curatrice del progetto - la pandemia ha ostacolato ulteriormente questo processo, già difficoltoso. Mi sono così chiesta come avrei potuto contribuire al sostegno degli artisti: la risposta che mi sono data è stata quella di partire dal nostro territorio che vanta moltissime eccellenze imprenditoriali». Due collaborazioni sono già avvenute: una tra Venetian Gold e Federico Centale e la seconda tra la Plastopiave e l’artista modenese Giulia Poppi. Per Venetian Gold, azienda specializzata nel lavorare la pietra naturale, l’opera realizzata è stata un sensuale ed altero gatto nero (Felina il nome della scultura). Giulia Poppi e Plastopiave hanno creato un’installazione ambientale (Sfffsssshh) in cui l’artista ha lavorato con i granuli plastici sino a farli diventare una superficie vibrante di luce. —




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