Coldiretti e Cia sul Doc contraffatto «Bisogna stroncare la rete dei falsari»

Salvagno: «Tolleranza zero contro frodi e sofisticazioni» Facchin: «Plauso alla GdF, speculazioni danneggiano tutti»

CONEGLIANO

“Indignazione”. È la parola più ricorrente per le bollicine falsificate. Pesanti le reazioni in queste ore per quei cinquemila litri di Prosecco contraffatto finiti sotto sequestro, insieme a una tonnellata di zucchero destinato alla sofisticazione di vino bianco comune spacciato come “bollicine” Doc. I commenti si moltiplicano sull'operazione “Opson X” delle Fiamme Gialle venete, che ha portato a controlli incrociati nei territori di Treviso, Belluno e la pregiata zona del marchio Valdobbiadene.


SALVAGNO (COLDIRETTI) ACCUSA

«La vicenda del vino sofisticato è un affronto al sistema vitivinicolo veneto che vede nel Prosecco il vanto della produzione con un record di oltre 120 milioni di bottiglie esportate nel mondo» afferma Coldiretti Veneto. «Occorre stanare i furbetti – commenta il presidente regionale Daniele Salvagno – che rovinano il lavoro di tanti onesti produttori». Le bollicine più bevute sono anche le più taroccate – aggiunge Coldiretti Veneto - le imitazioni sono ormai diffuse in tutti i continenti: dal Meer-secco al Kressecco, dal Semisecco e al Consecco, dal Whitesecco al Crisecco. A preoccupare per ultima è la richiesta di riconoscimento all’Unione Europea del Prosek.

«NO AL MERCATO PARALLELO»

«Serve tolleranza zero sulle frodi che mettono a rischio lo sviluppo di un settore che è cresciuto puntando su un grande percorso di valorizzazione qualitativa – commenta Coldiretti - la commercializzazione fraudolenta di falsi vini a denominazione è una delle frodi più ricorrenti assieme alla sofisticazione tramite aggiunta di acqua o zucchero. L’agroalimentare di qualità subisce gli attacchi continui di falsari che attraverso pratiche commerciali scorrette ingannano i consumatori e creano un mercato parallelo che vale centinaia di milioni di euro». Non meno pesante la reazione di Giuseppe Facchin, presidente della Cia Treviso.

FACCHIN (CIA): «DANNO PER TUTTI»

«Il valore sempre crescente che la denominazione Prosecco sta acquisendo, soprattutto nei mercati esteri, purtroppo fa gola a coloro che hanno come unico obiettivo la speculazione e il mero profitto. Un plauso alle forze dell’ordine e alla Guardia di Finanza per questo tipo di indagini e interventi che tutelano i tanti produttori che operano nella piena legalità. Questi casi, se pur molto isolati, vanno a ledere il lavoro virtuoso di tante aziende e famiglie della denominazione e indeboliscono un comparto che identifica un intero territorio». La Cia condanna «con forza questi comportamenti perché il valore generato dal sistema Prosecco è frutto del rispetto di regolamenti, disciplinari e protocolli».

CONFAGRICOLTURA: GRAZIE ALLA GDF

Sul caso anche Confagricoltura: «È triste constatare come ancora oggi ci sia qualche produttore, se così lo vogliamo definire, che cerca di attentare alla serietà di una categoria che lavora con grande attenzione e rispetto per portare nel mondo un prodotto degno del nome Prosecco. Un plauso e un ringraziamento da parte di tutta Confagricoltura vanno quindi alle Fiamme Gialle» così Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente di Confagricoltura Treviso.



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