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Treviso, vaccinati i profughi di Serena e Zanusso. Adesione del 90 per cento

La decisione della Prefettura dopo il maxi focolaio del 2020. Cinquecento slot liberi ogni giorno per la popolazione

TREVISO. Un anno fa di questi tempi l’Ulss 2 era alle prese con uno dei focolai di coronavirus più grandi d’Italia. All’ex caserma Serena si erano infettati più di duecento richiedenti asilo, alcuni dei quali avevano messo la struttura a ferro e fuoco quando i sanitari avevano comunicato loro l’obbligo di quarantena. Anche l’effettuazione dei tamponi, a intervalli di tempo regolari, era diventata un’odissea, tra nuovi positivi, proteste, rischi sanitari.

Per evitare un’altra estate “calda” come quella del 2020, la Prefettura - in accordo con l’Ulss 2 - ha avviato una campagna di vaccinazione a tappeto nei due grandi hub trevigiani dei profughi, la Serena di Treviso e la Zanusso di Oderzo. E stavolta nessuno ha protestato, anzi: l’adesione sfiora il 90% in entrambe le strutture, chi manca sarà immunizzato nei prossimi giorni.

Il progetto

È stata la Prefettura, lunedì, a dare notizia dell’avvio del progetto. Un modo per evitare di imporre nuovi obblighi alle società di gestione, e per controllare l’effettiva progressione della campagna vaccinale negli hub dei proguhi: «Al fine di preservare la salute pubblica e individuale e contrastare la diffusione di Sars-Cov-2 - recita la nota della Prefetttura - nel rispetto della campagna vaccinale adottata dalla locale autorità sanitaria finalizzata al raggiungimento degli obiettivi di copertura vaccinale della popolazione presente nel territorio regionale, la Prefettura di Treviso già nel mese di giugno ha concordato con l’azienda sanitaria locale di sottoporre a vaccinazione gli ospiti dei centri accoglienza straordinaria. È stata inoltre evidenziata agli enti gestori l’importanza di includere il maggior numero possibile di persone, superando possibili barriere comunicative ed eventuali criticità in virtù della complessità del contesto specifico coinvolto».

L’adesione

Come detto, in pochi hanno rifiutato la puntura di vaccino: «L’iniziativa è stata accolta positivamente in tutte le strutture, e quasi tutti gli ospiti hanno espresso la volontà di sottoporsi alla vaccinazione». Alla data odierna, all’ex caserma Serena sono stati vaccinati con la prima dose 89 ospiti su 100, alla Zanusso di Oderzo 88 su 100. «I richiedenti asilo assenti il giorno della somministrazione e quindi non ancora vaccinati, riceveranno la prima dose nei prossimi giorni» spiega ancora la Prefettura, «pertanto l’Ulss 2 si recherà nuovamente presso le suddette strutture. Si è inoltre registrato che numerosi stranieri, già ospitati e ormai non più in accoglienza, hanno approfittato dell’occasione per recarsi presso la caserma per ricevere il vaccino. Gli stessi hanno esternato la volontà di fare proselitismo in modo da intercettare il maggior numero di loro connazionali». Rimangono altri ospiti in accoglienza diffusa, a tutt’oggi non ancora vaccinati: in questo caso l’azienda sanitaria ha programmato un nuovo giro di vaccinazioni nei prossimi giorni.

Tanti posti liberi

Sul fronte della campagna vaccinale per la popolazione generale, continua il pressing dell’Ulss 2 sui giovanissimi, che oggi costituiscono il bersaglio preferito dal virus. Ci sono grosso modo 500 posti liberi ogni giorno, soprattutto a Villorba: significa che prenotandosi oggi si troverebbe un posto libero nel giro di poche ore. L’effetto Green pass, tuttavia, si vede: dal 22 al 26 luglio, la quota di popolazione dai 12 ai 19 anni che ha prenotato il vaccino è passata dal 43,4 al 48,8%. 

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