Stalle e fienili che diventano ostelli Il Pd attacca Zaia: «Scopra le carte»

Arriva in consiglio regionale la questione dell’albergo diffuso sulle colline dell’area Unesco Zanoni: «Mai resi noti Comuni beneficiari del provvedimento: speriamo sia una marcia indietro»

PIEVE DI SOLIGO

Fienili e stalle delle colline Unesco trasformati in albergo diffuso? No, anche perché non ci sono i requisiti: mancano corrente e acqua, non ci sono strade di avvicinamento, si sconquasserebbe il territorio protetto dall’Unesco.


Lo afferma Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico e primo firmatario di un’interrogazione sottoscritta anche dalle colleghe di gruppo Anna Maria Bigon e Francesca Zottis, oltre a Erika Baldin del Movimento Cinque Stelle. Interrogazione che riguarda la legge 29/2019 e in particolare l’articolo 13 frutto di un emendamento dell’allora capogruppo leghista Montagnoli per rilanciare il turismo nella zona Unesco delle Colline del Prosecco, seppur non citata esplicitamente. Fienili, stalle e pollai trasformati in alberghi diffusi su tutto il territorio, con ampliamenti in deroga a strumenti urbanistici, regolamenti edilizi comunali e normativa sul consumo di suolo. «Sono passati ormai due anni dall’approvazione della legge sull’adeguamento ordinamentale che dava l’ennesima delega in bianco alla giunta, ma ad oggi non sono stati individuati i Comuni interessati. Come mai?» si chiedono i firmatari. Nei Comuni interessati è in corso un censimento di tutti i siti, senz’altro oltre il migliaio, sparsi sul territorio collinare. Pochissimi quelli che, senza cementificare un metro quadro di rive, come afferma il governatore Luca Zaia, possono essere recuperati a ricettività. «Ma questa – protestano Zanoni e colleghi – è una forzatura che permetterà di cementificare ancora, alla faccia del consumo zero. Con quell’emendamento non solo sarà possibile trasformare strutture agricolo-produttive non destinate all’agricoltura e all’allevamento in strutture ricettive senza cambio di destinazione d’uso dal punto di vista catastale e relativi oneri, ma anche realizzare ampliamenti fino a 120 metri cubi per ogni edificio». I consiglieri ricordano di aver criticato le maglie allargate di questo provvedimento; così come era stata contestata la delega alla giunta che però, dopo due anni, non ha ancora reso noti i Comuni oggetto della legge ad hoc. «Quali sono le ragioni di un ritardo così lungo? Dobbiamo considerarla una marcia indietro? - domandano Zanoni e colleghi - forse i dati Ispra, che ci vedono i peggiori per consumo di suolo, hanno portato a qualche ripensamento? O era una “marchetta elettorale” visto che eravamo alla vigilia delle Regionali? In ogni caso speriamo resti in un cassetto, perché nessuno sente il bisogno di veder trasformate le nostre Colline già martoriate dalla monocoltura del Prosecco e del suo pesante carico di pesticidi in un albergo diffuso». —



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