Le famiglie evacuate fanno picnic sul Muson «Noto da 30 anni che quegli ordigni erano lì»

Esercito e artificieri a Loria hanno bonificato la discarica abusiva di via Campagna dove giacevano oltre 300 granate 

il bomba-day

Si pensava fossero soltanto una trentina di bossoli, invece gli artificieri del Genio Guastatori del 2° Reggimento Udine hanno trovato oltre trecento bombe sotto i cumuli di una discarica abusiva in via Campagna a Ramon di Loria. Nello specifico si tratta di 87 granate di artiglieria, 237 bombe da mortaio da 120 mm e a 2 granate di fabbricazione austroungarica della Prima guerra mondiale, mentre il resto potrebbe risalire all’ultimo conflitto: anzi, sono ancora utilizzate per le esercitazioni dell’Esercito.


Questo il “bottino” del bomba-day che si è svolto ieri e che ha visto circa 150 persone, abitanti in un raggio di 370 metri, lasciare le loro abitazioni per due ore, dalle 10 alle 12, per consentire l’asporto dei residuati bellici in totale sicurezza. Una operazione che ha anche rischiato di sospendere la circolazione ferroviaria, visto che a pochi metri passa la linea Venezia - Bassano. Ma non ce n’è stato bisogno, in quanto è stato confermato che dentro quelle bombe di splosivo non ce ne è mai stato.

Le operazioni sono iniziate puntualmente alle 10 con l’arrivo della squadra di quattro artificieri agli ordini del primo luogotenente Matteo Massuto e il supporto della Croce Rossa militare, mentre i carabinieri della stazione di Riese (competente per territorio) si sono occupati della vigilanza anti sciacallaggio e la Polizia locale della Marca Occidentale insieme alla Protezione civile ha presidiato varchi e deviazioni. Tutto ha funzionato come un orologio, a parte una cosa: gli artificieri erano arrivati con un furgone, ma l’enorme quantità di ordigni ha reso necessario l’impiego di un mezzo ben più grande. «Sono involucri che non hanno mai conosciuto l’esplosivo - spiega il caporale maggiore Cosimo Cosentino - Ora questo materiale sarà smaltito come ferro vecchio».

Alle 12 tutto è tornato alla normalità. E non si è resa necessaria l’ospitalità della sala consigliare Primo Visentin a Loria: in quella fascia oraria molte persone erano al lavoro (se non in ferie) o hanno trovato altre sistemazione. Per qualcuno, anzi, è stata l’occasione per... un picnic Come le quattro famiglie di via Campagna che hanno preferito andare nell’area attrezzata del parco del Muson: pane, soppressa, vino rosso e giochi di carte in compagnia. L’idea è venuta a Natale Baron, presidente dell’associazione di volontariato Serenamente: «Abbiamo rivolto questo invito per passare queste due ore in allegria e in mezzo al verde: e visto che ci siamo, ci restiamo a pranzo».

«Ringrazio tutti coloro che sono stati attivi in questa operazione e i cittadini che hanno seguito scrupolosamente le indicazioni - dice il sindaco di Loria Simone Baggio - Questi ordigni sono emersi, come detto, nel corso di riscontri per procedere alla bonifica dell’area che speriamo possa avvenire quanto prima, anche grazie ai finanziamenti regionali». Quella che di fatto è una discarica abusiva è sotto sequestro a seguito delle indagini dei carabinieri del Noe di Venezia.

Chi invece si è sorpreso di tutte queste procedure per la bonifica è la signora Lilliana Luison, 84 anni, che abita nei pressi dell’area prima occupata dall’azienda Raccolta Veneta di cui era titolare, condotta insieme al marito Luigi Cusinato, poi chiusa per fallimento. «Quando ho visto le ordinanze sono rimasta esterrefatta: perché ci sono carte legali che dimostrano che si sapeva dal 28 ottobre 1992 che c’erano questi involucri di bombe e che erano inoffensivi. Precedentemente io e mio marito lavoravamo in una polveriera a Rossano Veneto e siamo stati noi a portarli qui. Poi sono stati sepolti dall’altra immondizia arrivata quando la nostra attività si è conclusa». —



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