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La gente cerca il latte “tutto biologico”. Exploit della coop del Cansiglio

Mirko Breda, allevatore, racconta la crescita di un settore nuovo. Tra i soci c’è la Latteria di Soligo e rientrerà Veneto Agricoltura

L’IMPRESA

Passa per il biologico il futuro del Cansiglio? Mirko Breda, allevatore sull’altopiano e presidente della Cooperativa “Centro Caseario e Agrituristico” ritiene di sì. Anzitutto per il settore lattiero caseario. I 24 mila quintali di latte bio prodotti dai cinque allevatori conferenti vengono pagati a 62,49 cent il litro.

Il prezzo potrebbe essere migliore, salire a 67 cent, ma gli allevatori rinunciano a 4,4 cent per ricapitalizzare la società. Il valore di un litro di latte normale, riconosciuto al produttore, è di 40 cent, del latte bio è 49, media europea. Il Centro Caseario del Cansiglio, che dopo anni di difficoltà ha chiuso il bilancio 2020 con cifre davvero rassicuranti.

«L’anno scorso sono stati venduti 1.200.000 litri di latte e il bilancio si chiude positivamente a quota 4 milioni di euro, grazie all’apporto dell’attività agrituristica: dal bar Bianco al centro della Piana alla decina di camere sul territorio, attività questa che da sola rappresenta più di un quarto degli introiti». Aspetto non secondario: il latte è pagato in 60 giorni a fronte dei 120 precedenti. La coop distribuisce 600 mila euro in stipendi: ha una decina di collaboratori fissi, che d’estate raddoppiano, ed il personale è tutto locale. La scelta del “bio” è stata pionieristica, risale a 26 anni fa.

Adesso è vincente, tanto che Breda e gli altri soci (circa un centinaio, tra i quali la latteria Soligo, mentre rientrerà Veneto Agricoltura) si stanno adoperando per due importanti certificazioni europee.

«Con la Biodiversity friends – spiega Breda – faremo in modo di riconoscere tutto l’ambiente in cui operiamo non solo sostenibile, ma tale da garantire la biodioversità a 360 gradi».

Un’operazione di cui l’agenzia Veneto Agricoltura è così convinta che con la nuova governance ha deciso di costruire il nuovo caseificio, prevedibilmente al centro della Piana in modo da affidargli anche funzioni didattiche.

La tentazione sarebbe anche quella di partecipare al prossimo bando per la gestione del rifugio Sant’Osvaldo, ma è lo stesso Breda a consigliare “un passo alla volta”. In 5 anni la coop è riuscita ad annullare le passività accumulate e adesso è impegnata nel consolidamento.

Sono cinque le stalle del Centro Caseario: tre – Lissandri, Vallorch e Filippon in concessione da Veneto Agricoltura; altre due Sant’Anna e Monte Cavallo private. Un totale di 450 bovini, 250 mucche da latte e 200 da rimonta. I prodotti vengono distribuiti in proprio o attraverso i 300 negozi specializzati di Econaturasì. 

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