Il monito di don Maurizio «Bisogna coltivare la vita prima degli affari e rispettare le regole»

Il parroco di Miane oggi in chiesa inviterà tutti a pregare per Mirko Merotto  «È il momento del dolore e della riflessione, anche per la comunità del Prosecco»

FARRA DI SOLIGO

Quest’oggi, nelle messe domenicali, sia in parrocchia a Miane che al santuario del Carmine, don Maurizio Dassiè inviterà a pregare per Mirko Merotto, vittima dell’infortunio mortale, venerdì pomeriggio, presso la cantina Siro Merotto di Col San Martino. E non solo per lui, anche per le altre vittime; anche per coloro che, per il lavoro, sono rimati feriti.


«Questo è il momento della preghiera, ma non solo, anche della riflessione – ci diceva ieri il parroco - per cui, ad una settimana dalla lettera aperta mi permetterò di richiamare ancora una volta il dovere di coltivare la vita prima che il business. E la vita si coltiva rispettando tutte le misure di sicurezza e le altre regole che la comunità si dà, anche quella del Prosecco».

LA LETTERA-APPELLO

Considerata l’eco che ha avuto la lettera, nelle comunità parrocchiali di Miane, Combai, Premaor, Farrò, Follina, Cison, Rolle oggi i sacerdoti torneranno un po’ tutti sul tema, nelle omelie o a conclusione delle messe, considerata anche la tragedia di Col San Martino. «Mi sorprende la sorpresa che c'è stata per questo intervento della Chiesa di una settimana fa - ammette padre Francesco Rigobello, parroco di Follina - Ogni sacerdote, quindi ogni parroco, come ogni cristiano e ogni altro cittadino di questo mondo ha diritto di esprimere il suo pensiero. Come chi non lo condivide ha diritto di dirlo. La lettera aperta non era una pagina del Vangelo, ma una riflessione condivisa che abbiamo offerto ai nostri concittadini. Non capisco proprio chi ci ha rimproverato perché l'intervento non sarebbe stato di nostra competenza».

RISCHI E DIFFIDE

Avanti, intanto, con le diffide, tenuto conto dei trattamenti in corso nei vigneti. L’esercito dell’antichimica in agricoltura, specie per quanto riguarda il Prosecco, si sta attrezzando sul piano della tutela legale. Sempre più numerose, infatti, sono le diffide contro i trattamenti dei vigneti se questi non avvengono nel rispetto dei regolamenti e delle norme di sicurezza. Ricorrono agli avvocati le famiglie che si sentono non protette: per la mancata pubblicazione anticipata della data e dell’orario di irrorazione; a causa del non rispetto dei confini; per la mancata specificazione, nei cartelli da esporre, dei materiali utilizzati. E via elencando.

SALUTE E AMBIENTE

«I casi di inosservanza della norma sono oltremodo numerosi – afferma Renato del Comitato Marcia Stop pesticidi - per cui tanti nostri amici, dopo aver pazientato, ricorrono adesso all’assistenza legale. È pur vero che ci sono coltivatori corretti che si comportano virtuosamente». A chi si rivolge allo Sportello, dal Comitato per la raccolta delle segnalazioni il primo consiglio che viene dato è quello di richiedere sempre al "conduttore " del terreno, con raccomandata e ricevuta di ritorno, di essere informati in anticipo sui trattamenti e sulle sostanze utilizzate. Il Comitato ha diffuso anche un fac simile di modulo.

«Il sindaco è il responsabile della salute pubblica a livello comunale. È necessario segnalare al sindaco, con lettera scritta, ogni fatto ed ogni eventuale violazione di norme riscontrate - è un altro consiglio - possibilmente documentando con foto o video la realtà. Nel caso di gravi sintomi sanitari si invita l’interessato a chiedere l’assistenza al Pronto soccorso rilasciando una dichiarazione di essere stati esposti a trattamenti fitosanitari». «L’assistenza legale è suggerita – come spiegata Renato - sia in casi individuali (case, famiglia) che in casi collettivi (scuole, aree sportive), nel caso di condizioni consentito utilizzo diserbanti in agricoltura biologica per larghezza dei 30 cm». —



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